Connettiti con noi

News

Pugilato: Mike Tyson torna sul ring

Pubblicata

su

Mike Tyson sale nuovamente sul ring per una giusta causa dopo ben 15 anni dall’ultimo match disputato contro Kevin McBride. I soldi che riceverà andranno in beneficenza.

Tyson è intervenuto nello show radiofonico Young Money del rapper Lil Wayne e ha dichiarato: “Guadagnerò questo denaro per aiutare i senzatetto e i bisognosi. Sono stato un clochard e so fino a che punto è difficile. Non c’è tanta gente che riesce a sopravvivere a questa situazione”. E ancora ” Peso 104 kg. Sono nella miglior forma della mia vita. Dio è stato misericordioso con me”.

In molti si stanno offrendo per affrontarlo e a tal proposito ha dichiarato: “Abbiamo l’imbarazzo della scelta. Tutti vogliono disputare questo match. Siamo in contatto con molte persone”.

Insomma, non fa nomi, ma tutti sperano in un rivincita con Evander Holyfield. Quel match del 1997 decretò la vittoria di quest’ultimo dopo che Iron Mike fu squalificato per aver tentato più volte di mordergli un orecchio.

Ha concluso l’intervento affermando: “Penso che firmerò il contratto già in settimana. Non incasserò un dollaro per questo match. Verserò la mia borsa intera alle persone che mi sono più care”.

Non ci resta che aspettare il suo ritorno sul ring.

Continua A Leggere

F1

Sergio Perez vince a Baku, out Hamilton e Verstappen

Pubblicata

su

Finale clamoroso sul cittadino di Baku, dove Sergio Perez trova il suo secondo successo in carriera, il primo targato Red Bull, secondo Vettel terzo Gasly.

Una gara sempre divertente e imprevedibile quella di Baku, stavolta esce vittorioso Sergio Perez, MVP di giornata, autore di una gara sontuosa, prima da gregario e poi meritato vincitore.

L’inizio gara vede Charles Leclerc che dopo attimi cede il passo ad Hamilton che sfrutta la potenza, ma non scappa, mentre Verstappen battaglia con Leclerc, l’olandese sfrutta un piccolo errore del moegasco, con la battaglia per il mondiale che rivede il duello tra i due capoclassifica. 

Il ballo dei pit-stop stravolge lo scenario e Vettel riesce addirittura a salire in testa, mentre il gran capolavoro della Red Bull, sfrutta una defezione ai box e qualche giro no di Hamilton per serrare le fila e piazzare Sergio Perez il seconda posizione, il messicano non rallenta la corsa di Hamilton, ma come un giocatore di NBA lo stoppa proprio, infatti gira più veloce di Verstappen diventa imprendibile per il Campione del mondo in carica.

Hamilton si lamente e chiede addirittura di cambiare strategia, perché la vittoria sembra impossibile a Baku, dove nulla è impossibile e lui lo sa, visto che ha vinto un GP a 2 giri dalla fine dopo una foratura di Bottas (2018), anche Stroll ha un super ritmo, gran bella gara per le Aston Martin.

Però al 31 giro, colpo di scena con Stroll che saluta la banda, Safety Car.

Ripartenza Verstappen davanti a tutti a 2 tornate dalla fine va a muro come Stroll, con Hamilton che ha clamorosa opportunità di tornare in testa, ma alla nuova ripartenza, stavolta dalla griglia, Perez attacca Hamilton, l’inglese si difende ma arriva lungo, con Sergio Perez che vince e Hamilton arriverà sedicesimo.

 Perez vince davanti a Vettel e Gasly, quarto Leclerc quinto Norris, sesto Alonso, settimo Tsunoda, ottavo Sainz, nono Ricciardo, decimo Raikkonen, a seguire, Giovinazzi, Bottas, Latifi, Mazepin, Mick Schumacher e ultimo Hamilton, ritiro per Russel, Verstappen, Stroll e Ocon

Continua A Leggere

F1

Capolavoro Leclerc, miglior tempo a Baku, secondo Hamilton, quinto Sainz

Pubblicata

su

Charles Leclerc ripete la prestazione magistrale di Montecarlo e conquista la seconda pole position di fila, davanti a Lewis Hamilton e Verstappen.

Una qualifica segnata dalle bandiere Rosse, sia quelle che sventolano a Maranello e sia quelle che fermano il turno di prova con la lotta al titolo mondiale ha decisamente un outsider inaspettato, Charles Leclerc, che si sta prendendo di tutto rispetto il ruolo di prima guida nelle
gerarchie del cavallino rampante.
Dopo aver conquistato il miglior tempo nello scorso appuntamento ,a casa sua, nelle impervie stradine del Principato di Monaco, il Ferrarista con un colpo da maestro incanta, nelle stradine più guidabili ma insidiose al tempo stesso di Baku, davanti al Lewis Hamilton e Max Verstappen, quarto Pierre Gasly, che in quanto a mina vagante non è da meno di Charles Leclerc e quinto invece è l’altro ferrarista Carlos Sainz, che rendono la
Ferrari la scuderia piazzata meglio in queste qualifiche, chiude la terza fila Lando Norris, quarta fila che vede gli opposti della seconda fila, settimo Sergio Perez, ottavo Yuki Tsunoda, nono Fernando Alonso e decimo Bottas.

Eliminati dalla Q2 Vettel per un soffio non replica Montecarlo poi Ocon che stavolta prende la paga dal compagno di squadra Alonso, Ricciardo, Raikkonen e Russel.

Eliminati dalla Q1 Latifi, Mick Schumacher e Mazepin mentre Stroll e Giovinazzi fuori dalle qualifiche perché a muro in curva 15

Continua A Leggere

Calcio

Ecco il PAGELLONE delle 20 squadre di Serie A secondo UDS

Pubblicata

su

Purtroppo è finita la stagione, si è concluso dopo ben 38 giornate il nostro campionato di Serie A con alcune sorprese e altre conferme.

Insieme alla squadra calcistica di Ultime Dallo Sport, nella diretta di martedì 25 maggio, abbiamo tirato le somme di tutte le squadre dando loro un voto complessivo tenendo conto non solo del campionato ma anche delle competizioni nazionali e internazionali, vediamoli insieme:

PARMA, 3: Stagione da dimenticare in tutto e per tutto

Stagione terribile, una rosa che poteva aspirare benissimo alla parte sinistra del tabellone si è ritrovata ultima e già retrocessa molto prima della conclusione del campionato.

Dopo il fallimento e la risalita fino alla Serie A ora il Parma si ritrova in difficoltà, riuscirà a rialzarsi di nuovo partendo dalla Serie B?


Crotone, 5: Ci ha provato ma non abbastanza

Arrivata già da retrocessa annunciata, con la squadra, sulla carta, che si presenta come la più “debole” della Serie A ha cercato di lottare e in parte può dire di esserci riuscita.

Simy trascinatore (20 gol stagionali) e un mercato di gennaio abbastanza ponderato con l’arrivo di un grande talento come Ounas non sono bastati però ad evitare una retrocessione tragica.

Si riparte dalla Serie B sperando di non perdere i propri giocatori migliori anche se dopo 20 gol in Serie A è prevedibile che qualche squadra ci faccia un pensierino al bomber nigeriano…


Benevento, 4,5: Squadra forte ma con poche motivazioni, dispiace di aver perso le speranze di salvezza alla penultima giornata

Il Benevento di Inzaghi, approdato nel campionato maggiore dopo la vittoria del titolo di Serie B 2019/2020, parte forte e guadagna 21 punti nel girone d’andata. La squadra campana si dimostra infatti un avversario tosto anche per le big del campionato e indirizza sulle vie della salvezza la prima parte della stagione. Nella seconda metà però, la risalita di squadre come Fiorentina, Cagliari e Torino e un vistoso (e forse inspiegabile) declino mentale, portano la squadra di Vigorito a raccogliere una sola vittoria sulle restanti 19 partite (per un totale di 12 punti).

Il Benevento chiude a 33 punti come terzultima della classifica, a quattro punti dalla zona salvezza.


Torino, 4: una gestione manageriale di pessimo livello costringono i granata a sudare (e non poco) la salvezza

Come nella stagione 2019/2020, il Torino raggiunge la salvezza alla penultima giornata di campionato (grazie ad un discussissimo 0-0 contro la lazio).

La stagione 20/21 inizia con il proposito di riscattare la precedente e con la scelta in panchina di Marco Giampaolo. Il tecnico ex Milan cerca di proporre il suo amato sistema di gioco ma la squadra sembra non avere alcuno spirito di volontà (perde infatti tanti punti da situazioni di vantaggio).

Cairo, il 17 gennaio, esonera Giampaolo e al suo posto subentra Nicola, che mettendo grinta e tanto lavoro riesce a riportare il Toro al quartultimo posto. La squadra, per un breve periodo, recupera un po’ di entusiasmo e ottiene qualche risultato positivo e di spessore (vedi il 2-2 nel derby casalingo).

La stagione dei granata merita comunque un’insufficienza pesante per svariati motivi: dalla buona qualità della rosa come singoli alle figuracce quantomeno evitabili come lo 0-7 rifilato dal Milan (in cui Nicola ha preferito schierare una formazione senza i titolari per “preservarli” alle partite successive).


Cagliari, 4,5: con una rosa composta da nomi di alto livello, delude le aspettative e deve lottare per la salvezza

La stagione dei sardi non può che essere deludente. Godin, Nainggolan, Joao Pedro, Cragno, Nandez, Rugani: tutti nomi che si riferiscono a grandi giocatori (chi lo è stato e chi in prospettiva lo potrà diventare).

Una stagione da 37 punti sarebbe risultata quasi una barzelletta se, ad inizio campionato, si fosse letta la formazione dei rossoblù, eppure così è stato. Il Cagliari ha costruito una prima parte di stagione con tanti cambi di modulo e tante rotazioni senza ottenere nulla di più che 14 punti. L’iniziale gestione Di Francesco ha poi lasciato spazio a quella di Semplici che, con ordine e tattica, ha permesso alla squadra sarda di salvarsi nelle ultime giornate.


Spezia, 8: Italiano e i suoi ragazzi portano a termine una stagione storica e brillante!

Lo Spezia di Italiano è a tratti fantastico, a tratti travolgente, a tratti commovente e in tutto e per tutto una squadra di Serie A anche per la prossima stagione. Chi lo avrebbe mai detto?

Italiano si presenta come allenatore della squadra che il 99% dei bookmakers avevano definito retrocessa ancor prima dell’inizio della stagione. Lui ha risposto, ha risposto eccome. Per avere una sintesi completa e veritiera di come abbia voluto impostare la squadra e il gioco del suo Spezia, basta vedere il match contro il Milan finito 2 reti a 0: pressing alto, modulo in continua rotazione e tanto cuore.


Udinese, 5.5: Salvezza raggiunta per demeriti degli altri, 0 progettualità

La foto di Rodrigo de Paul è emblematica: non solo perché raffigura il centrocampista reduce dalla sua miglior stagione in carriera (9 gol e 11 assist giocando come mezzala e mediano di impostazione), ma soprattutto perché de Paul è stato l’Udinese di quest’anno.

La squadra di Gotti non è certamente adatta per lottare per i primi 7 posti, ma tantomeno lo è per raccogliere 40 miseri punti in stagione. Aggiungendo a questo la quasi inesistente qualità di gioco, sia a livello di idee che a livello puramente pratico, allora riusciamo a motivare l’insufficienza raccolta in questa annata.


FIORENTINA, 4.5: Squadra di vecchi salvata dal giovane Vlahovic

La Fiorentina raccoglie 40 punti su 38 partite e gran parte del merito va data al ragazzo in foto sopra raffigurato. Dusan Vlahovic (classe 2000) colleziona 21 reti e 2 assist e fa rivivere alla città di Firenze la sensazione di aver cresciuto un giovane prodigio che manca da tempo.

Fatta eccezione per lui, la stagione dei viola non può che essere insufficiente: la gestione di Iachini (con un intermezzo umanamente spiacevole e doloroso di Prandelli) risulta inefficace sotto l’aspetto del gioco e dei risultati. La Fiorentina vanta tanti nomi prestigiosi ma un po’ datati (Ribery tra i mille infortuni e Callejon a fine carriera) e gli acquisti dei recenti mercati non hanno raccolto i frutti sperati (Kokorin uno su tanti): il risultato è una stagione gravemente insufficiente.


Bologna, 6: Campionato decente? Merito di Mihajlovic

Sinisa ha a che fare con una rosa corta ma piena di talenti (chi giovane e chi un po’ meno). Il Bologna raggiunge quota 41 punti e si salva senza grossi sforzi, cercando di mostrare un gioco qualitativamente ampio e ricercato. Il progetto rossoblù ha dei margini di miglioramento: Soriano, Palacio e Danilo guideranno i giovani emergenti che Sinisa ama lanciare e il futuro degli emiliani si prospetta sereno.


Genoa, 6.5: Un redivivo Ballardini salva ampiamente un Genoa in crisi

La stagione del Grifone era iniziata nel peggiore dei modi (sotto la guida di Maran), facendo presagire una lotta complessa ai fini della salvezza. La salvezza è invece piombata dal cielo quando Preziosi affida la guida tecnica del Genoa all’ormai noto Ballardini, il 21 dicembre 2020. La squadra ligure infila una serie di risultati utili uno dopo l’altro grazie ad una formazione ordinata, difensiva ed efficace, studiata dal tecnico emiliano.

Il Genoa ottiene 42 punti e l’undicesima posizione nella classifica finale. Una stagione più che sufficiente.


Hellas Verona, 6.5: Partiti fortissimo ma calati nel finale

L’Hellas di Juric porta a termine questa stagione con un trend decrescente: sommando però la prima metà a livelli fisico e tecnici “europei” e la seconda in linea con le sue capacità, conclude al decimo posto con un totale di 45 punti.

Il lavoro del tecnico croato è visibile sia nell’atteggiamento (aggressivo e mai mollaccione) che nello stile di gioco (pressing uno contro uno su tutto il campo e ripartenze verticali). Nella stagione l’uomo che spicca è sicuramente Zaccagni, che colleziona 5 gol e 7 assist, attirando così l’attenzione di grandi club italiani che in estate potrebbero puntare su di lui.


Sampdoria, 7: Ennesimo miracolo di Mister Ranieri ma quanti problemi societari…

La Samp di Ranieri porta a termine una stagione al di sopra alle aspettative, concludendo a sette punti dalla metà classifica, per un totale di 52. Il percorso dei blucerchiati andrebbe considerato dall’arrivo del tecnico romano (ottobre 2019): dapprima il raggiungimento di una salvezza che sembrava improbabile e in secundis il consolidamento tra le prime 9 del campionato.

L’unica critica assimilabile alla squadra ligure riguarda la gestione societaria: ancora una volta il presidente Ferrero ha deciso di non dare continuità ad un progetto che aveva delle prospettive solide. Chissà se servirà un altro inizio burrascoso di stagione per mettere in chiaro le idee della società…


Sassuolo, 7.5: Stagione incredibile nonostante gli infortuni frequenti, fa male l’addio di De Zerbi

Per raccontare il Sassuolo di De Zerbi servirebbe un articolo intero, ma guardando il totale dei punti conquistati dai neroverdi permette di indirizzare i giudizi con una buona prospettiva. 62 punti, a parimerito con la Roma (che per un soffio si aggiudica un posto in Conference League) e a -6 dall’Europa League.

La mano di De Zerbi è pressoché ovunque, in ogni zona del campo si può notare il concetto di calcio che il tecnico ha voluto esprimere e che i suoi ragazzi hanno messo in atto alla perfezione. Il Sassuolo si diverte e fa divertire, parte forte ad inizio stagione con 8 risultati utili consecutivi, poi sembra incepparsi ma non smette di proporre il proprio gioco in qualunque stadio giochi (vedi San Siro contro Inter e Milan e Napoli), conquistando risultati storici nelle piazze italiane.

Berardi porta a termine la miglior stagione finora (guadagnandosi infatti un posto per gli europei di giugno), Raspadori si dimostra un ottimo prospetto e Locatelli sarà il regista titolare della nostra nazionale tra un paio di settimane.


Roma, 5: Molla tutto per puntare sull’Europa League ma con scarsi risultati, si riparte da Mourinho e dalla Conference League

La stagione della Roma è una continua alternanza di alti e bassi, speranze che diventano realtà e disfatte clamorose. Il campionato inizia e prosegue a ritmi alti fino alla diciannovesima giornata, constatando le capacità di questa squadra di lottare per un posto in Champions. Nella seconda metà però alcuni risultati iniziano a farsi pesanti: 7 punti in 12 partite contro le “big” del campionato, la sconfitta di Parma, il pareggio a Benevento… Il campionato termina al settimo posto e con il raggiungimento della qualificazione per la Conference League ma in estate c’é già aria di grossi cambiamenti sul mercato.

Discorso a parte va fatto per il cammino in Europa League. Fonseca deve arrendersi in semifinale contro il Man United . La partitra, a livello statistico, finisce 8 a 5 per la squadra inglese ma per quanto si è visto in campo, gli uomini si Solskjaer hanno dominato solamente per un tempo su quattro (ricordiamo gli infortuni di Veretout, Spinazzola e Pau Lopez nei primi 45 minuti dell’Old Trafford).

Il percorso dei giallorossi rimane apprezzabile ma in certe occasioni si è avvertita la mancanza di carattere e di personalità, sia dell’allenatore che dei calciatori.


Lazio, 6: soliti problemi, ora bisogna digerire l’addio di Inzaghi

Simone Inzaghi fa quello che può: con una rosa insufficientemente ampia come dimostratosi più volte in stagione, riesce comunque a conquistare un posto in Europa League piazzandosi al sesto posto. Il divario con le squadre che occupano i primi cinque posti è stato evidente, sin dagli inizi di stagione quando l’agglomerarsi di partite dei gironi di Champions e le giornate di campionato si è fatto fitto.

Quest’anno Immobile non ha stravinto le classifiche marcatori, Luis Alberto ha sofferto un po’ di incostanza e i rinforzi dei recenti mercati non hanno dato alcun frutto (Muriqi e Musacchio su tutti). Nonostante ciò, la Lazio ha costruito buoni risultati e ha dovuto arrendersi al cospetto degli ex campioni d’Europa del Bayern Monaco agli ottavi, dopo il passaggio dei gironi ottenutosi con successo.

Ora che Inzaghi ha finito il proprio ciclo, riportando trofei e ottimi piazzamenti, Lotito dovrà trovare un degno sostituto, cercando giocatori del calibro di Milinkovic Savic e Acerbi che su tutti hanno portato a termine un’altra ottima stagione.


Napoli, 5.5: Tanti, troppi infortuni condizionano la stagione e la gestione societaria fa venire i brividi; pesa l’uscita con il Granada in Europa League

Dopo il mercato estivo composto da nomi prestigiosi (almeno sulla carta) come Osimhen e Bakayoko, la squadra guidata da Gattuso parte bene ad inizio campionato, mostrando fluidità di gioco e alta qualità in mezzo al campo. Poi, tra positività al Covid-19 e infortuni muscolari, la squadra partenopea inizia a perdere pezzi: Mertens, Osimhen e Lozano saltano tante partite e il Napoli subisce il contraccolpo nella fase centrale della stagione (esce infatti contro il Granada in Europa League).

Come se non bastasse, la società opta per un silenzio stampa che durerà fino alla conclusione del campionato e tra le tante voci di gennaio, inizia a trasparire la non totale convinzione di De Laurentis di proseguire con il tecnico ex Milan.

La stagione termina in crescendo (grazie al recupero di molti titolari) ma nell’ultimo match contro il Verona, che avrebbe garantito un posto nell’Europa che conta il prossimo anno, la quadra si ferma su un 1-1 sterile che non certifica quanto di buono era stato fatto da Gattuso.


Juventus, 6: Salvato il salvabile, 2 trofei e qualificazione Champions all’ultima giornata; si riparte con Allegri

La stagione 20/21 inizia con un obbiettivo: costruire un ciclo fondato su una rosa giovane che metta in pratica un gioco appetibile. Ad agosto dello scorso anno viene infatti nominato Pirlo come allenatore della prima squadra (dopo decisioni quantomeno discutibili e affrettate), a cui vengono affidate le chiavi di una rosa che vanta giocatori di caratura europea.

Non va proprio tutto secondo i piani: Pirlo cambia spesso modulo e interpreti e in 38 giornate di campionato non riesce a dare un’identità di gioco alla propria squadra (fatto salvo per le ultime due uscite). In campo Bentancur cala in maniera arrendevole, Morata fallisce troppi gol e Ronaldo… segna 29 gol in 33 partite ma il suo apporto alla squadra è, per il resto, impalpabile.

Pirlo salva il salvabile vincendo (meritatamente) Coppa Italia e Supercoppa e qualificandosi (forse un po’ meno meritatamente) per la Champions. Rimane dolorosa e vistosa l’uscita contro il Porto agli ottavi (la seconda consecutiva).

La prossima stagione ripartirà con Allegri (bis), con l’ennesimo nuovo progetto e con le stesse ambizioni di quando il tecnico livornese lasciò Torino. In estate tuttavia, c’é aria di grossi cambiamenti sia in campo che fuori…


Atalanta, 8.5: Ennesima stagione da schiacciasassi nonostante l’addio del Papu Gomez

Solita Atalanta, ritmi incredibili e attacco travolgente; questa stagione è molto simile alla scorsa, ancora una volta miglior attacco del campionato e sono anche migliorati difensivamente grazie all’arrivo di Romero.

Riescono anche a superare l’addio di un giocatore fondamentale in tutto e per tutto come Gomez non dando alcun segno di cedimento.


Milan, 9: stagione quasi perfetta, unica pecca il mercato frettoloso di Gennaio

Stagione a dir poco perfetta ad eccezione del penultimo mese.

Tantissimi titolari infortunati e rimpiazzi non sempre all’altezza ma nonostante ciò il Milan ha fatto un grande cammino rimanendo primo in classifica per la maggior parte del Campionato e superando gironi e sedicesimi di Europa League agevolmente (sconfitti solo agli ottavi dal Manchester United tra mille polemiche).

Qualche cambiamento in arrivo, ora bisogna vedere se quest’anno è stato solo un exploit oppure il Milan può tornare veramente tra le grandi


Inter, 9: Aspettative rispettate in una stagione continuamente in crescendo; il girone di Champions è una macchia scura in un’annata ottima

Aspettative rispettate ma mai sottovalutare la difficoltà di vincere un campionato seppur da favoriti.

Nel girone di ritorno sfrutta bene il calo del Milan non sbagliando praticamente mai una partita; un ciclo di rinascita portato finalmente a termine e adesso tocca riconfermarsi nonostante la terribile batosta finanziaria.

Unica cosa che separa l’inter dal 10 è la triste parentesi in Champions League che è stata veramente da dimenticare.

Continua A Leggere

Gli Ultimi Articoli

Post In Tendenza