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Atlanta spazza via i Knicks con un super terzo quarto: 3-1

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Dopo un primo tempo equilibrato gli Hawks prendono il sopravvento nella terza frazione e vincono meritatamente gara 3: ottimo Trae Young, bene anche Danilo Gallinari.

New York Knicks 96 – Atlanta Hawks 113

I primi 24 minuti di partita fanno presagire uno scontro che rimane equilibrato fino alla sirena finale, in cui i Knicks sono seriamente intenzionati a tornare al Garden in parità e gli Hawks non riescono a scappare. Nella terza frazione, invece, la squadra di McMillan “aggredisce” la partita, segnando 35 punti in 12 minuti: la circolazione del pallone è ottima e manda in tilt la difesa di New York, che non può che soccombere sotto la pioggia di canestri avversari.

Anche se non è stata la difesa il problema dei New York Knicks: subire 113 punti contro l’Atlanta di Young, Bogdanovic e compagnia non è una tragedia, così come non lo è subirne 104 di media in una serie (quarta miglior difesa dei playoff). A non girare sufficientemente è l’attacco: i Knicks in queste 4 partite non sono andati oltre il 40% dal campo e i 99 punti segnati di media. Con questi numeri non si può pensare di vincere la serie: la difesa può essere al top, ma serve una minima continuità nella metà campo offensiva.

Ieri ci ha provato ancora Randle, con relativo successo: 23 punti, ma ancora molta imprecisione e discontinuità (oltre a parecchio nervosismo nel finale a partita chiusa, che lo ha portato a prendere un flagrant 1) . Oltre al suo contirbuto, 18 di Rose e 21 di Barrett: tutti gli altri combinano per soli 36 punti. Troppo poco.

Atlanta trova invece una continuità e una varietà di interpreti che la porta ad una meritata vittoria: Trae Young non deve spendere moltissime energie o forzare e chiude con 17 punti. La scena se la prende infatti Bogdanovic con 29, oltre a Capela con 19+15 e Gallinari con 17.

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Upset col brivido: sono iniziati i veri playoff

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Se una serie inizia quando vince la squadra in trasferta la serie tra Philadelphia 76ers e Atlanta Hawks è iniziata subito col botto.


Gli Hawks “rubano” il fattore campo agli avversari grazie ad una splendida prova corale ma con un grande protagonista: Trae Young. Il play da Oklahoma diventa il secondo giocatore nella storia a segnare 30 punti in tutte le prime 4 partite in trasferta ai playoff, ma condisce il tutto con 10 assist e una grande leadership.


Per Phila i problemi sono di natura difensiva, sopratutto sulle penetrazioni delle guardie avversarie nonostante la presenza di super difensori come Simmons e Green.


In attacco infatti arrivano 39 punti di Joel Embiid e i ventelli di Curry e Tobias Harris.


La serie inizia subito in maniera inaspettata con la vittoria degli ospiti, ma ancora non abbiamo ancora visto niente.

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Spettacolo a Brooklyn: la serie più bella dei playoff!

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Sono iniziate le semifinali di conference dei playoff 2021 e non si poteva cominciare meglio: partita spettacolare con i Nets che devono far fronte all’infortunio nel primo minuto di gioco di James Harden, ma che non si scompongono e tirano fuori un Mike James superlativo dalla panchina che attacca come una vera star creando e sfruttando i vantaggi.


Harris e Griffin rispondono presenti bersagliando dall’arco e punendo la scelta di Budenholzer di chiudere l’area alle due superstar.


Sponda Bucks solo Giannis gioca una partita efficiente in attacco, ma non viene seguito da Holiday e Middleton, entrambi in netta difficoltà con le soluzioni fuori dall’area.


Bisognerà vedere come riusciranno i Nets a superare le pesantissime assenze di Harden e Green nel corso della serie gestendo anche i minuti di Durant e Irving (entrambi sopra i 40 minuti di impiego), sopratutto se dovessero migliorare le percentuali al tiro da 3 degli avversari.


In sintesi la serie è lunga e probabilmente assisteremo al più bello spettacolo di questi playoff.

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Come si batte lo small ball? Facile… Bobanone

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Probabilmente Coach Carlisle ha visto molte partite degli anni ‘70 negli ultimi giorni e ha pensato: “Guarda come si gioca bene con 2 lunghi oltre i 2.20 metri”. Solo così si può spiegare la scelta di giocare con Marjanovic e Porzingis in quintetto e per lunghi tratti della partita ma, incredibilmente, ha avuto ragione lui.


Complici gli enormi problemi difensivi di Zubac nella serie Tyronn Lue ha deciso di giocare con uno small ball di D’Antoniana memoria e di partire con Batum da centro e, di conseguenza, Carlisle ha sfruttato questa mancanza di centimetri degli avversari buttando nella mischia il giocatore più alto della lega; questo ha portato Doncic ad avere sempre una linea di passaggio semplice per il suo lungagnone serbo in mezzo all’area in situazioni di difficoltà sfruttando il costante mismatch fisico.


In difesa, per contrastare il 5 fuori avversario, i Mavs hanno giocato sempre con una zona 2-3 lasciando Boban sempre in aiuto sulle penetrazioni e chiedendo un enorme lavoro di sacrificio sui recuperi ai suoi esterni.


Non ha neanche senso parlare nuovamente di Doncic: ormai siamo abituati a queste partite di dominio assoluto (42 punti e 14 assist) dello sloveno, ma ogni si consiglia vivamente a chiunque di guardare almeno una partita intera di Luka Magic per innamorarsi a pieno di questo sport.


Ora la serie torna a Dallas per gara 6 con i padroni di casa in vantaggio 3-2 e col match point sulla racchetta, ma in questa serie giocare in casa sembra quasi uno svantaggio dato che ci sono state solo vittorie esterne.

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