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Calcio

Ligualitè: Lille e Lione non mollano il PSG (riepilogo e highlights)

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Vediamo insieme di riepilogare, partita per partita, la scorsa giornata della Ligue 1.

Nimes-Marsiglia: 0-2

I marsigliesi dominano e portano a casa tre puni facili a Nimes, che tiene la porta blindata al primo tempo, ma decade nel secondo, rimanendo pure in 10 per un quarto d’ora.

Rennes-Lens: 0-2

I neo-promossi escono vittoriosi da una sfida non facile in trasferta, dopo una partita equilibrata, sfruttando al meglio le poche occasioni importanti del match. Primo assist per l’ex Udinese, Seko Fofana.

Montpellier-PSG: 1-3

I singoli fanno la differenza, e nessuno più del PSG lo sa. Il Montpellier ci prova a tenere testa, ma Dagba, Kean e Mbappè non sono d’accordo e portano tre punti nella capitale.

Lille-Monaco: 2-1

David e Yazici si riconfermano essenziali nella sfida casalinga contro il Monaco, con i monegaschi che non riescono ad essere costanti, ed accorciano le distanze solo al 90′, con Pellegri che dall’Ade torna in campo e segna.

Nantes-Strasburgo: 0-4

Goleada inaspettata dello Strasburgo, che stra-vince contro il Nantes che non ha saputo reagire dopo i primi due gol subiti nella prima frazione di gara, prendone altri due nella ripresa.

Angers-Lorient: 2-0

Vittoria cinica dell’Angers che passa in vantaggio al 10′ e protegge bene il vantaggio, raddoppiando allo scadere dei minuti di recupero nella ripresa.

Digione-Sain Etiènne: 0-0

Partita poco gaia, reti inviolate, punto importante per il Digione ultimo in classifica.

Bordeaux-Brest: 1-0

Bordeaux spreca tanto, ma ci pensa Ben Arfa all’84’ a portare i tre punti alla propria squadra, dopo una partita dominata sul campo.

Reims-Nizza: 0-0

Partita equilibrata, col Nizza che nel secondo tempo prende maggiore possesso del campo, ma senza sbloccare il match.

Metz-Lione: 1-3

Lione di Garcia sempre costante nel rendimento, e lo conferma con questa vittoria secca e decisa. Depay apre il match nel primo tempo, Toko Ekambi con una doppietta la chiude. Match terminato 10 vs 10, con un espulsione per rissa, quella di Boye.

Photo’s copyright: Ansa

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Milan: ecco i reparti dove urge intervenire

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Sassuolo Milan i rossoneri confermano il primato.

Il Milan è in una fase molto delicata della stagione, ovvero quella della programmazione. Sono diverse le operazioni che si devono concludere dopo gli addii pesanti di due pedine fondamentali, ovvero Donnarumma e Calhanoglu. In entrambi i casi va portata avanti una operazione degna di nota, sia per ridare fiducia ai tifosi, sia per garantire una rosa ampia visti gli impegni.

Difatti sono necessari almeno un centrocampista, un attaccante di riserva e due terzini. Nel corso di questa settimana si è riusciti a blindare due giocatori che potrebbero essere determinanti per il futuro rossonero, ovvero Tonali e Calabria. I due giovani hanno prolungato il loro contratto fino al 2025: il centrocampista ha addirittura portato avanti una riduzione dell’ingaggio di circa 400 mila euro. Intanto si sta cercando di concludere anche positivamente il rinnovo di Kessie: l’ivoriano, che è in scadenza il prossimo anno, potrebbe rinnovare e rientrare al centro del progetto di Pioli. Sono diverse le notizie sul Milan che stanno girando in rete e sui vari media attualmente circa il prossimo mercato.

Tanti nomi in circolazione

Se si è certi che Donnarumma sia stato sostituito da Maignan, restano da capire alcune situazioni in mezzo al campo. Come detto, l’addio di Calhanoglu ha lasciato un bel vuoto che andrà colmato con un colpo adeguato. Si sono fatti i nomi di Sabitzer, Ceballos, Ziyech e soprattutto Isco. Sullo spagnolo in forza al Real Madrid c’era tanto entusiasmo, ma appare difficile che si possa concludere un affare del genere, visto che il giocatore richiede almeno 9 milioni di ingaggio annui. Arriverà, però, Giroud.

L’attaccante ex Chelsea è un’ottima alternativa a Ibrahimovic, ma ha già dimostrato di essere capace di essere decisivo anche in gare molto importanti. Si sta facendo anche largo l’ipotesi legata a Damsgaard. Il giovane in forza alla Sampdoria è molto apprezzato da Pioli e ha già dimostrato gran parte delle sue potenzialità durante l’Europeo. Sarebbe il trequartista che forse, anche in prospettiva, può essere più adeguato alle esigenze rossonere.

Occhio anche alla difesa

Senza dubbio il Milan deve anche tener d’occhio la difesa. Questo reparto fa rafforzato adeguatamente, visto che ci saranno tante competizioni da affrontare. Confermati Tomori, Romagnoli e Kjaer, si pensa anche a Gabbia e Kalulu, mentre resta da comprendere che fine farà Caldara. Dopo il mancato riscatto dell’Atalanta, il difensore è rientrato in rossonero e deve capire effettivamente quale sarà il suo futuro. La sua cessione appare difficile, anche se non è da escludere che si possa pensare ad un’alternativa in prestito con diritto di riscatto. Ricordiamo che è arrivato dalla Juventus nel 2018 per 35 milioni di euro: oggi come oggi pesa a bilancio per 14 milioni ancora ed è necessario per la società evitare una minusvalenza.

Come detto, confermato anche Calabria, e ovviamente Theo Hernandez. Resta da capire quali possano essere le alternative valide: Dalot difficilmente rimarrà in rossonero, mentre Pezzella del Parma sta diventando sempre più un papabile indiziato. Anche Odriozola piace molto alla dirigenza rossonera. Infine, sempre tornando al centrocampo, va detto che non verrà riscattato Meité e ciò potrebbe essere decisivo per quanto riguarda la situazione Bakayoko.

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Calciomercato, Juventus divisa tra Ronaldo e Locatelli

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Euro2020 ci sta regalando moltissime emozioni. La kermesse europea ha messo in risalto moltissimi
giocatori che potrebbero rendersi protagonisti nella prossima sessione di mercato, magari con club italiani pronti ad avanzare qualche offerta.

Giannichedda, ex centrocampista di Lazio e Juventus e attuale tecnico della rappresentativa di Serie D, ha individuato due talenti che potrebbero infiammare il calcio mercato: Ilya Zabarnyi, difensore centrale classe 2002 dell’Ucraina; Breel-Donald Embolo, classe 97, attaccante della
Svizzera e del Borussia Moenchengladbach.


Inoltre, la competizione itinerante gestita dalla UEFA, ha regalato dei verdetti inaspettati, come
l’eliminazione della Francia per mano della Svizzera e della Germania, sconfitta 2-0 dall’Inghilterra nel finale del secondo tempo. Due big fuori nella prima fase a eliminazione diretta, alle quali va aggiunto il Portogallo di Cristiano Ronaldo, sconfitto dal Belgio di Lukaku. Proprio il fenomenale CR7 è al centro del mercato bianconero.

Questo perché il lusitano ancora non ha deciso il suo futuro, anche se molte indiscrezioni
parlano di un suo possibile addio alla Juventus. Il suo agente, il famoso Jorge Mendes, e i dirigenti della
Vecchia Signora, stanno facendo sbollire la rabbia del numero 7, ancora deluso per la cocente eliminazione.


Certamente una stagione non facile per il capitano del Portogallo, rimasto deluso dall’eliminazione in
Champions League e per la mancata vittoria dello scudetto, alle quali va aggiunta anche la sconfitta a
Euro2020.
Ronaldo ha molti dubbi sul fatto di giocare ancora un anno alla Juventus. Ora che l’Europeo è finito, per lui, è arrivato il momento della verità e c’è chi giura, nei corridoi del mercato, che la tentazione Paris Saint Germain è forte. Non solo per il blasone del club, ma anche per la possibilità di vincere tutto in Francia, campionato in cui non ha mai giocato. Defilato, inoltre, ci sarebbe il Manchester United, che potrebbe offrire alla Juventus lo scambio con Paul Pogba. Ad Old Trafford, però, non sono così convinti della portata finanziaria dell’affare. Ronaldo costa 28,8 milioni di euro di cartellino. Questa è la cifra che chiede la Juventus per difendere il suo valore a libro e non segnare una minusvalenza. Se questo problema si può superare con uno scambio, magari con Pogba, resta l’ingaggio. Attualmente CR7 percepisce 30 milioni netti, circa 58,5 lordi. La tassazione inglese non è troppo differente da quella italiana e comporterebbe per lo United una spesa di 120 milioni lordi in due anni. Cifre folli per un giocatore che si avvicina ai 37 anni.


Mentre si aspetta la decisione del portoghese, la Juventus continua l’affare Manuel Locatelli con il Sassuolo.
A meno di intoppi, la trattativa dovrebbe andare in porto, complice anche i buoni rapporti tra i due club. Il giocatore ha stupito molto in questo Europeo, così che negli ultimi giorni alla dirigenza neroverde sono arrivate anche delle chiamate da parte di Arsenal, Borussia Dortmund e non solo. Base d’asta di 40 milioni di euro e Carnevali non vuole contropartite. La Juve resta in pole position, ma dovrà sbrigarsi a chiudere
l’affare per non farsi beffare sul traguardo.

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Calcio

Ecco il PAGELLONE delle 20 squadre di Serie A secondo UDS

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Purtroppo è finita la stagione, si è concluso dopo ben 38 giornate il nostro campionato di Serie A con alcune sorprese e altre conferme.

Insieme alla squadra calcistica di Ultime Dallo Sport, nella diretta di martedì 25 maggio, abbiamo tirato le somme di tutte le squadre dando loro un voto complessivo tenendo conto non solo del campionato ma anche delle competizioni nazionali e internazionali, vediamoli insieme:

PARMA, 3: Stagione da dimenticare in tutto e per tutto

Stagione terribile, una rosa che poteva aspirare benissimo alla parte sinistra del tabellone si è ritrovata ultima e già retrocessa molto prima della conclusione del campionato.

Dopo il fallimento e la risalita fino alla Serie A ora il Parma si ritrova in difficoltà, riuscirà a rialzarsi di nuovo partendo dalla Serie B?


Crotone, 5: Ci ha provato ma non abbastanza

Arrivata già da retrocessa annunciata, con la squadra, sulla carta, che si presenta come la più “debole” della Serie A ha cercato di lottare e in parte può dire di esserci riuscita.

Simy trascinatore (20 gol stagionali) e un mercato di gennaio abbastanza ponderato con l’arrivo di un grande talento come Ounas non sono bastati però ad evitare una retrocessione tragica.

Si riparte dalla Serie B sperando di non perdere i propri giocatori migliori anche se dopo 20 gol in Serie A è prevedibile che qualche squadra ci faccia un pensierino al bomber nigeriano…


Benevento, 4,5: Squadra forte ma con poche motivazioni, dispiace di aver perso le speranze di salvezza alla penultima giornata

Il Benevento di Inzaghi, approdato nel campionato maggiore dopo la vittoria del titolo di Serie B 2019/2020, parte forte e guadagna 21 punti nel girone d’andata. La squadra campana si dimostra infatti un avversario tosto anche per le big del campionato e indirizza sulle vie della salvezza la prima parte della stagione. Nella seconda metà però, la risalita di squadre come Fiorentina, Cagliari e Torino e un vistoso (e forse inspiegabile) declino mentale, portano la squadra di Vigorito a raccogliere una sola vittoria sulle restanti 19 partite (per un totale di 12 punti).

Il Benevento chiude a 33 punti come terzultima della classifica, a quattro punti dalla zona salvezza.


Torino, 4: una gestione manageriale di pessimo livello costringono i granata a sudare (e non poco) la salvezza

Come nella stagione 2019/2020, il Torino raggiunge la salvezza alla penultima giornata di campionato (grazie ad un discussissimo 0-0 contro la lazio).

La stagione 20/21 inizia con il proposito di riscattare la precedente e con la scelta in panchina di Marco Giampaolo. Il tecnico ex Milan cerca di proporre il suo amato sistema di gioco ma la squadra sembra non avere alcuno spirito di volontà (perde infatti tanti punti da situazioni di vantaggio).

Cairo, il 17 gennaio, esonera Giampaolo e al suo posto subentra Nicola, che mettendo grinta e tanto lavoro riesce a riportare il Toro al quartultimo posto. La squadra, per un breve periodo, recupera un po’ di entusiasmo e ottiene qualche risultato positivo e di spessore (vedi il 2-2 nel derby casalingo).

La stagione dei granata merita comunque un’insufficienza pesante per svariati motivi: dalla buona qualità della rosa come singoli alle figuracce quantomeno evitabili come lo 0-7 rifilato dal Milan (in cui Nicola ha preferito schierare una formazione senza i titolari per “preservarli” alle partite successive).


Cagliari, 4,5: con una rosa composta da nomi di alto livello, delude le aspettative e deve lottare per la salvezza

La stagione dei sardi non può che essere deludente. Godin, Nainggolan, Joao Pedro, Cragno, Nandez, Rugani: tutti nomi che si riferiscono a grandi giocatori (chi lo è stato e chi in prospettiva lo potrà diventare).

Una stagione da 37 punti sarebbe risultata quasi una barzelletta se, ad inizio campionato, si fosse letta la formazione dei rossoblù, eppure così è stato. Il Cagliari ha costruito una prima parte di stagione con tanti cambi di modulo e tante rotazioni senza ottenere nulla di più che 14 punti. L’iniziale gestione Di Francesco ha poi lasciato spazio a quella di Semplici che, con ordine e tattica, ha permesso alla squadra sarda di salvarsi nelle ultime giornate.


Spezia, 8: Italiano e i suoi ragazzi portano a termine una stagione storica e brillante!

Lo Spezia di Italiano è a tratti fantastico, a tratti travolgente, a tratti commovente e in tutto e per tutto una squadra di Serie A anche per la prossima stagione. Chi lo avrebbe mai detto?

Italiano si presenta come allenatore della squadra che il 99% dei bookmakers avevano definito retrocessa ancor prima dell’inizio della stagione. Lui ha risposto, ha risposto eccome. Per avere una sintesi completa e veritiera di come abbia voluto impostare la squadra e il gioco del suo Spezia, basta vedere il match contro il Milan finito 2 reti a 0: pressing alto, modulo in continua rotazione e tanto cuore.


Udinese, 5.5: Salvezza raggiunta per demeriti degli altri, 0 progettualità

La foto di Rodrigo de Paul è emblematica: non solo perché raffigura il centrocampista reduce dalla sua miglior stagione in carriera (9 gol e 11 assist giocando come mezzala e mediano di impostazione), ma soprattutto perché de Paul è stato l’Udinese di quest’anno.

La squadra di Gotti non è certamente adatta per lottare per i primi 7 posti, ma tantomeno lo è per raccogliere 40 miseri punti in stagione. Aggiungendo a questo la quasi inesistente qualità di gioco, sia a livello di idee che a livello puramente pratico, allora riusciamo a motivare l’insufficienza raccolta in questa annata.


FIORENTINA, 4.5: Squadra di vecchi salvata dal giovane Vlahovic

La Fiorentina raccoglie 40 punti su 38 partite e gran parte del merito va data al ragazzo in foto sopra raffigurato. Dusan Vlahovic (classe 2000) colleziona 21 reti e 2 assist e fa rivivere alla città di Firenze la sensazione di aver cresciuto un giovane prodigio che manca da tempo.

Fatta eccezione per lui, la stagione dei viola non può che essere insufficiente: la gestione di Iachini (con un intermezzo umanamente spiacevole e doloroso di Prandelli) risulta inefficace sotto l’aspetto del gioco e dei risultati. La Fiorentina vanta tanti nomi prestigiosi ma un po’ datati (Ribery tra i mille infortuni e Callejon a fine carriera) e gli acquisti dei recenti mercati non hanno raccolto i frutti sperati (Kokorin uno su tanti): il risultato è una stagione gravemente insufficiente.


Bologna, 6: Campionato decente? Merito di Mihajlovic

Sinisa ha a che fare con una rosa corta ma piena di talenti (chi giovane e chi un po’ meno). Il Bologna raggiunge quota 41 punti e si salva senza grossi sforzi, cercando di mostrare un gioco qualitativamente ampio e ricercato. Il progetto rossoblù ha dei margini di miglioramento: Soriano, Palacio e Danilo guideranno i giovani emergenti che Sinisa ama lanciare e il futuro degli emiliani si prospetta sereno.


Genoa, 6.5: Un redivivo Ballardini salva ampiamente un Genoa in crisi

La stagione del Grifone era iniziata nel peggiore dei modi (sotto la guida di Maran), facendo presagire una lotta complessa ai fini della salvezza. La salvezza è invece piombata dal cielo quando Preziosi affida la guida tecnica del Genoa all’ormai noto Ballardini, il 21 dicembre 2020. La squadra ligure infila una serie di risultati utili uno dopo l’altro grazie ad una formazione ordinata, difensiva ed efficace, studiata dal tecnico emiliano.

Il Genoa ottiene 42 punti e l’undicesima posizione nella classifica finale. Una stagione più che sufficiente.


Hellas Verona, 6.5: Partiti fortissimo ma calati nel finale

L’Hellas di Juric porta a termine questa stagione con un trend decrescente: sommando però la prima metà a livelli fisico e tecnici “europei” e la seconda in linea con le sue capacità, conclude al decimo posto con un totale di 45 punti.

Il lavoro del tecnico croato è visibile sia nell’atteggiamento (aggressivo e mai mollaccione) che nello stile di gioco (pressing uno contro uno su tutto il campo e ripartenze verticali). Nella stagione l’uomo che spicca è sicuramente Zaccagni, che colleziona 5 gol e 7 assist, attirando così l’attenzione di grandi club italiani che in estate potrebbero puntare su di lui.


Sampdoria, 7: Ennesimo miracolo di Mister Ranieri ma quanti problemi societari…

La Samp di Ranieri porta a termine una stagione al di sopra alle aspettative, concludendo a sette punti dalla metà classifica, per un totale di 52. Il percorso dei blucerchiati andrebbe considerato dall’arrivo del tecnico romano (ottobre 2019): dapprima il raggiungimento di una salvezza che sembrava improbabile e in secundis il consolidamento tra le prime 9 del campionato.

L’unica critica assimilabile alla squadra ligure riguarda la gestione societaria: ancora una volta il presidente Ferrero ha deciso di non dare continuità ad un progetto che aveva delle prospettive solide. Chissà se servirà un altro inizio burrascoso di stagione per mettere in chiaro le idee della società…


Sassuolo, 7.5: Stagione incredibile nonostante gli infortuni frequenti, fa male l’addio di De Zerbi

Per raccontare il Sassuolo di De Zerbi servirebbe un articolo intero, ma guardando il totale dei punti conquistati dai neroverdi permette di indirizzare i giudizi con una buona prospettiva. 62 punti, a parimerito con la Roma (che per un soffio si aggiudica un posto in Conference League) e a -6 dall’Europa League.

La mano di De Zerbi è pressoché ovunque, in ogni zona del campo si può notare il concetto di calcio che il tecnico ha voluto esprimere e che i suoi ragazzi hanno messo in atto alla perfezione. Il Sassuolo si diverte e fa divertire, parte forte ad inizio stagione con 8 risultati utili consecutivi, poi sembra incepparsi ma non smette di proporre il proprio gioco in qualunque stadio giochi (vedi San Siro contro Inter e Milan e Napoli), conquistando risultati storici nelle piazze italiane.

Berardi porta a termine la miglior stagione finora (guadagnandosi infatti un posto per gli europei di giugno), Raspadori si dimostra un ottimo prospetto e Locatelli sarà il regista titolare della nostra nazionale tra un paio di settimane.


Roma, 5: Molla tutto per puntare sull’Europa League ma con scarsi risultati, si riparte da Mourinho e dalla Conference League

La stagione della Roma è una continua alternanza di alti e bassi, speranze che diventano realtà e disfatte clamorose. Il campionato inizia e prosegue a ritmi alti fino alla diciannovesima giornata, constatando le capacità di questa squadra di lottare per un posto in Champions. Nella seconda metà però alcuni risultati iniziano a farsi pesanti: 7 punti in 12 partite contro le “big” del campionato, la sconfitta di Parma, il pareggio a Benevento… Il campionato termina al settimo posto e con il raggiungimento della qualificazione per la Conference League ma in estate c’é già aria di grossi cambiamenti sul mercato.

Discorso a parte va fatto per il cammino in Europa League. Fonseca deve arrendersi in semifinale contro il Man United . La partitra, a livello statistico, finisce 8 a 5 per la squadra inglese ma per quanto si è visto in campo, gli uomini si Solskjaer hanno dominato solamente per un tempo su quattro (ricordiamo gli infortuni di Veretout, Spinazzola e Pau Lopez nei primi 45 minuti dell’Old Trafford).

Il percorso dei giallorossi rimane apprezzabile ma in certe occasioni si è avvertita la mancanza di carattere e di personalità, sia dell’allenatore che dei calciatori.


Lazio, 6: soliti problemi, ora bisogna digerire l’addio di Inzaghi

Simone Inzaghi fa quello che può: con una rosa insufficientemente ampia come dimostratosi più volte in stagione, riesce comunque a conquistare un posto in Europa League piazzandosi al sesto posto. Il divario con le squadre che occupano i primi cinque posti è stato evidente, sin dagli inizi di stagione quando l’agglomerarsi di partite dei gironi di Champions e le giornate di campionato si è fatto fitto.

Quest’anno Immobile non ha stravinto le classifiche marcatori, Luis Alberto ha sofferto un po’ di incostanza e i rinforzi dei recenti mercati non hanno dato alcun frutto (Muriqi e Musacchio su tutti). Nonostante ciò, la Lazio ha costruito buoni risultati e ha dovuto arrendersi al cospetto degli ex campioni d’Europa del Bayern Monaco agli ottavi, dopo il passaggio dei gironi ottenutosi con successo.

Ora che Inzaghi ha finito il proprio ciclo, riportando trofei e ottimi piazzamenti, Lotito dovrà trovare un degno sostituto, cercando giocatori del calibro di Milinkovic Savic e Acerbi che su tutti hanno portato a termine un’altra ottima stagione.


Napoli, 5.5: Tanti, troppi infortuni condizionano la stagione e la gestione societaria fa venire i brividi; pesa l’uscita con il Granada in Europa League

Dopo il mercato estivo composto da nomi prestigiosi (almeno sulla carta) come Osimhen e Bakayoko, la squadra guidata da Gattuso parte bene ad inizio campionato, mostrando fluidità di gioco e alta qualità in mezzo al campo. Poi, tra positività al Covid-19 e infortuni muscolari, la squadra partenopea inizia a perdere pezzi: Mertens, Osimhen e Lozano saltano tante partite e il Napoli subisce il contraccolpo nella fase centrale della stagione (esce infatti contro il Granada in Europa League).

Come se non bastasse, la società opta per un silenzio stampa che durerà fino alla conclusione del campionato e tra le tante voci di gennaio, inizia a trasparire la non totale convinzione di De Laurentis di proseguire con il tecnico ex Milan.

La stagione termina in crescendo (grazie al recupero di molti titolari) ma nell’ultimo match contro il Verona, che avrebbe garantito un posto nell’Europa che conta il prossimo anno, la quadra si ferma su un 1-1 sterile che non certifica quanto di buono era stato fatto da Gattuso.


Juventus, 6: Salvato il salvabile, 2 trofei e qualificazione Champions all’ultima giornata; si riparte con Allegri

La stagione 20/21 inizia con un obbiettivo: costruire un ciclo fondato su una rosa giovane che metta in pratica un gioco appetibile. Ad agosto dello scorso anno viene infatti nominato Pirlo come allenatore della prima squadra (dopo decisioni quantomeno discutibili e affrettate), a cui vengono affidate le chiavi di una rosa che vanta giocatori di caratura europea.

Non va proprio tutto secondo i piani: Pirlo cambia spesso modulo e interpreti e in 38 giornate di campionato non riesce a dare un’identità di gioco alla propria squadra (fatto salvo per le ultime due uscite). In campo Bentancur cala in maniera arrendevole, Morata fallisce troppi gol e Ronaldo… segna 29 gol in 33 partite ma il suo apporto alla squadra è, per il resto, impalpabile.

Pirlo salva il salvabile vincendo (meritatamente) Coppa Italia e Supercoppa e qualificandosi (forse un po’ meno meritatamente) per la Champions. Rimane dolorosa e vistosa l’uscita contro il Porto agli ottavi (la seconda consecutiva).

La prossima stagione ripartirà con Allegri (bis), con l’ennesimo nuovo progetto e con le stesse ambizioni di quando il tecnico livornese lasciò Torino. In estate tuttavia, c’é aria di grossi cambiamenti sia in campo che fuori…


Atalanta, 8.5: Ennesima stagione da schiacciasassi nonostante l’addio del Papu Gomez

Solita Atalanta, ritmi incredibili e attacco travolgente; questa stagione è molto simile alla scorsa, ancora una volta miglior attacco del campionato e sono anche migliorati difensivamente grazie all’arrivo di Romero.

Riescono anche a superare l’addio di un giocatore fondamentale in tutto e per tutto come Gomez non dando alcun segno di cedimento.


Milan, 9: stagione quasi perfetta, unica pecca il mercato frettoloso di Gennaio

Stagione a dir poco perfetta ad eccezione del penultimo mese.

Tantissimi titolari infortunati e rimpiazzi non sempre all’altezza ma nonostante ciò il Milan ha fatto un grande cammino rimanendo primo in classifica per la maggior parte del Campionato e superando gironi e sedicesimi di Europa League agevolmente (sconfitti solo agli ottavi dal Manchester United tra mille polemiche).

Qualche cambiamento in arrivo, ora bisogna vedere se quest’anno è stato solo un exploit oppure il Milan può tornare veramente tra le grandi


Inter, 9: Aspettative rispettate in una stagione continuamente in crescendo; il girone di Champions è una macchia scura in un’annata ottima

Aspettative rispettate ma mai sottovalutare la difficoltà di vincere un campionato seppur da favoriti.

Nel girone di ritorno sfrutta bene il calo del Milan non sbagliando praticamente mai una partita; un ciclo di rinascita portato finalmente a termine e adesso tocca riconfermarsi nonostante la terribile batosta finanziaria.

Unica cosa che separa l’inter dal 10 è la triste parentesi in Champions League che è stata veramente da dimenticare.

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