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LBA, 20° giornata: Super Milano, ok Cantù e Brescia, vittoria importante per Cremona (highlights)

Sergio Bertazzi

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Milano demolisce la Fortitudo a suon di triple, Cremona doma Trento, Cantù e Brescia rimontano e vincono su Treviso e Reggio Emilia: ecco sintesi, highlights e classifica della ventesima giornata di LBA.

Gli anticipi del sabato

Il sabato sera di LBA è stato particolarmente ricco, con in campo quattro squadre delle prime cinque in campionato: Brindisi vince in casa contro Trieste, stesso risultato per la Virtus Bologna, mentre Sassari vince il big match di giornata contro Venezia. Trovate la sintesi e l’analisi dei tre anticipi a questo link.

Cremona 95 – Trento 87, l’Aquila non riesce a volare

Lo scontro salvezza del pranzo domenicale va alla Vanoli Cremona, che conquista la vittoria grazie ad un ottimo terzo quarto: Cremona è organizzata bene e sta in campo in modo migliore rispetto agli avversari. Il 48-31 della lotta a rimbalzo e il 23-9 per quel che riguarda gli assist di squadra mostrano come una delle due squadre funzioni meglio dell’altra, dal punto di vista corale. La Vanoli riesce dunque a staccarsi in classifica proprio da Trento, volando a quota 14 punti. La Dolomiti rimane invece pericolosamente a quota 12. Ne avevamo parlato a seguito dell’ultima giornata, in questo articolo: il rischio retrocessione per la Dolomiti Energia è alto.

Per Cremona il migliore è forse Marcus Lee, spesso altalenante in questa stagione: 13 punti e 9 rimbalzi per lui. Il top scorer è Mian (ex di giornata) con 17 punti: in doppia cifra anche Jarvis Williams (15), Hommes (13), Cournooh (12) e Barford (10), a dimostrazione di come la prova corale della Vanoli sia stata di livello. Per Trento ci sono Maye a 24 punti e 7 rimbalzi e Jacorey Williams a 22 punti+6: in doppia cifra anche Browne (17 punti) e Sanders (11), ma non bastano.

Milano 98 – Fortitudo 72, Armani Exchange da record!

Doppio impegno infrasettimanale di Eurolega? Turnover? Nessun problema per Milano che, anzi, riscrive un nuovo record in questa brillantissima stagione: contro la Fortitudo le triple mandate a segno sono state 21. Record stagionale di questa LBA e all-time per la società meneghina. Grande artefice di questo record Kevin Punter, con l’irreale percentuale di 85% da 3 punti (6/7). Milano sovrasta Bologna in ogni aspetto del campo, senza lasciargli nessuna possibilità dal primo minuto: in questo momento il primo posto in regular season sembra già assegnato.

Protagonista assoluto Kevin Punter con 25 punti e 8/10 dal campo: in doppia cifra anche Roll con 16 punti, Micov con 14 e il Chacho con 11+7 assist. Tutti i dodici giocatori a referto ieri per l’Olimpia sono andati a segno. Nella Fortitudo c’è Hunt in doppia cifra con 17 punti (seppur contenuto alla perfezione dai lunghi avversari), Banks con 13 e Saunder con 10.

Sintesi. La partita, di fatto, non incomincia: Milano è terrificante nei primi minuti, guidata da un precisissimo Punter. Al 7′ il punteggio è 25-6: Bologna prova a contenere i danni, ma Messina non si fa sorprendere, chiamando timeout e rischierando Datome, che ispira il 59-33 di fine primo tempo. Bologna rientra dall’intervallo con un 10-2, risvegliando gli avversari, che rispondono: Moraschini, Roll e Micov tornano a segnare ed è 82-54 con 17/21 dall’arco (!!). L’intero ultimo quarto è di fatto garbage time: il record di 21 triple viene raggiunto e la partita finisce 98-72.

Cantù 83 – Treviso 76: Gaines trascinatore, Treviso cala alla distanza

Vittoria importante in chiave salvezza per l’Acqua San Bernardo Cantù che batte la De’Longhi Treviso pareggiando il disavanzo patito nella gara di andata. I padroni di casa vanno sotto nel primo quarto, ma non si scompongono e trovano in Gaines il loro trascinatore: Treviso fatica invece a trovare buone soluzioni offensive con il passare dei minuti. Cantù trova più ritmo e gestisce meglio la circolazione offensiva, come testimoniano i 24 assist di squadra contro i 13 avversari: vittoria importante per i lombardi che si staccano da Varese all’ultimo posto.

MVP Gaines, innesto sacrosanto e fondamentale in questo momento della stagione: 22 punti per lui con 6 rimbalzi. L’altro canturino in doppia cifra è Smith con 14: bene anche Pecchia, molto energico con 9 punti e 7 rimbalzi e Leunen con 6+8. Per Treviso il top scorer è Sokolowski con 20 punti (e 9 rimbalzi), poi Russell e Logan a quota 14: troppo soli, però, questi interpreti. Il loro apporto supera il 60% dei punti segnati totali della squadra: quando calano loro, Treviso trova poche altre soluzioni.

Sintesi. Nei primi 10 minuti sono gli ospiti a dominare: ottimo l’attacco, con Sokolowski e Logan sugli scudi, e 17-26. Nel secondo quarto si accende però Cantù, sfruttando i canestri di Gaines e l’energia di Procida; 43-48. La rimonta si sta lentamente compiendo, fino al sorpasso di Cantù nel terzo quarto: i padroni di casa provano addirittura la fuga sul + 6 (66-60). Nella seconda metà dell’ultima frazione però Treviso torna punto a punto: 71-69, che però diventa 79-71 con le triple di Smith e Bayehe. Si entra negli ultimi 60 secondi sul +8 Cantù: la partita termina 83-76.

Brescia 89 – Reggio Emilia 79, Burns e Chery decisivi

Continua a correre le Germani Brescia, ormai stabilmente in zona playoff: la squadra di Buscaglia doma Reggio Emilia con sicurezza, gestendo con più lucidità i momenti più importanti della partita e conducendo per tutto il secondo tempo. La squadra di Martino ha avuto il merito di andare in vantaggio nella prima parte di gara, sfruttando un reparto lunghi finalmente al completo con l’innesto di Sims: il centro ex Fortitudo e Cremona è stato al suo esordio un riferimento importante. Ma non sono bastati lui e le folate di Taylor: la vittoria va a Brescia, che con due parziali di 11-0 (uno nel secondo quarto, uno nel terzo) vince meritatamente la partita.

Il migliore in campo è stato Kenny Chery: partito in quintetto, chiude con 22 punti, 5 rimbalzi e 3 assist. Importantissimo Burns, sempre più guida di questa squadra: 16 punti e 5 rimbalzi per lui e l’eloquente plus/minus di +23 (migliore della squadra). Fondamentale nel primo tempo anche l’apporto di Willis, che chiude con 15 punti. Reggio non riesce invece a capitalizzare un ottimo Taylor, che segna 19 punti molto velocemente ma si spegne nel secondo tempo. Ottimo l’esordio di SIms con 17 punti in altrettanti minuti.

La sintesi. A partire meglio sono gli ospiti, che con Elegar prima e Sims poi sembrano poter dominare il pitturato: al primo mini intervallo il punteggio è 15-22. Nel secondo quarto però Willis e Burns guidano la rimonta: 32-21 di parziale e 47-43 all’intervallo. Brescia prova a scappare nella ripresa, ma Reggio si aggrappa a Taylor e Koponen e rimane lì: 71-69. L’ultimo quarto è dominato dalla Leonessa: altro parziale per il +9 (80-71), con la UNAHOTELS che per larghi tratti non riesce neanche a tirare. Finisce 89-79.

La classifica

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LBA, Brescia, pronta la rivoluzione: ma vale la pena buttare via tutto?

Sergio Bertazzi

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Dopo l’ultima partita con Pesaro, Brescia si appresta ad iniziare un processo di rivoluzione: ma, anche se la stagione è stata disastrosa, è tutto da buttare? Proviamo a dare dei giudizi e a capire chi varrebbe la pena riconfermare e chi no.

Christian Burns Germani Basket Brescia – Umana Reyer Venezia Legabasket Serie A UnipolSNAI 2020/21 Brescia, 13/12/2020 Gianluca Checchi/Ciamillo-Castoria

Reparto americani: molte ombre, poche luci

Partiamo da una nota dolente della stagione bresciana: Andrew Crawford. L’ex Milano e Cremona ha deluso le aspettative, apparendo solo come un lontano parente del giocatore dominante di un paio di anni fa. Nel suo caso, però, il contratto firmato è stato un biennale: un buyout non sembra essere preso in considerazione della società, che probabilmente lo terrà sotto contratto anche per la prossima stagione.

Ha fatto decisamente meglio Tyler Kalinoski, sempre in quintetto, impiegato sia da playmaker che da guardia: lo statunitense ha dimostrato di saper fare male dall’arco (43% da 3 punti in questa stagione), di poter fare il playmaker e non soffrire in difesa. Per la sua duttilità lui potrebbe essere un punto di ripartenza per Brescia, nonché probabilmente l’unico americano sufficiente di questa stagione della Leonessa.

Male invece Kenny Chery: il canadese sarebbe dovuto diventare per Brescia quello che, per caratteristiche simili, era Joe Ragland qualche anno fa per Avellino. Missione fallita: troppa discontinuità e un gioco da solista che non ha fatto bene alla squadra. Quando c’era da inventare qualche giocata offensiva nei momenti di difficoltà ha saputo dare una mano: ma durante la stagione si è dimostrato inaffidabile e inadeguato per il ruolo di playmaker e ball-handler primario della squadra. Bocciato.

Male anche Wilson, subentrato a Ristic nel ruolo di centro di riserva: nella fase finale della stagione si è dimostrato inadeguato, incapace di mantenere l’intensità e la concentrazione per giocare nella massima serie. Non è da riconfermare, anche ricordando che nei piani di inizio stagione Burns doveva essere (giustamente) una riserva di lusso, considerata anche l’età: nel corso della stagione, per le mancanze dei compagni, è dovuto diventare un titolare fisso. In una squadra che vuole avere ambizioni come Brescia uno come lui, a 36 anni, non deve giocare per 30 minuti tutte le partite: serve un centro americano in grado di essere titolare e un punto di riferimento per la squadra. Wilson non può esserlo.

Si può lasciare partire anche Darral Willis, dimostratosi un giocatore dalle ottime doti atletiche, con un buon arsenale di soluzioni offensive, ma anche con limiti evidenti, probabilmente soprattutto mentali.

Per ultimo capitan David Moss, che a causa dell’età che avanza non può più essere un giocatore in grado di decidere le partite e giocare sempre 30 minuti: resta comunque un veterano e un giocatore che entrando per 15 minuti può dare energia ai compagni e lasciare il segno con delle ottime difese.

Reparto italiani: la vecchia guardia ci ha messo ancora una volta una pezza

Partiamo dall’asse play-pivot: Luca Vitali e Christian Burns. Soprattutto il primo è stato criticato diverse volte per alcune partite sottotono: ricordiamo però che nei piani tecnici di quest’anno e, come detto prima per Burns, considerando l’età dei due giocatori, questi non dovevano essere titolari. A causa della discontinuità e della inaffidabilità di alcuni compagni in certi momenti della stagione, Vitali e Burns hanno dovuto fare più del previsto: il loro apporto è stato più che sufficiente e vanno riconfermati. L’anno prossimo, però, bisognerà costruire la squadra facendo in modo che non debbano essere sempre loro a dover tirare la carretta.

Promosso (in extremis) Bortolani, che ha svoltato la sua stagione sotto la guida di Maurizio Buscaglia. Lo scarso impiego sotto la gestione di Esposito rimane un mistero: considerati i problemi che ha avuto la squadra quest’anno e i tanti impegni che ha dovuto affrontare, non si poteva impiegare con continuità già da inizio stagione? Olimpia Milano permettendo, la Leonessa deve ripartire da AirGiordan.

Bravo anche Parrillo: l’ex Orzinuovi, che doveva ricoprire il ruolo di uomo spogliatoio e lo slot da undicesimo uomo, si è sempre impegnato ed è stato fondamentale nelle ultimissime partite della stagione (vedere il largo impiego nella vittoria fondamentale a Cremona). Come quinto-sesto italiano può dare un buon contributo.

Per ultimo c’è Brian Sacchetti, ingaggiato da Verona nelle ultime ore: l’ex Sassari è andato in po’ in difficoltà in questa stagione. Il numero 41 ha fatto fatica a compensare il suo scarso atletismo con la sua duttilità e le sue letture: in questi anni il suo apporto è stato importantissimo. Probabilmente, però, ora Brescia può separarsi dal “cobra di Moncalieri”.

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Russell Westbrook: Odi et Amo

Giorgio Bombonato

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Finalmente abbiamo la scusa per scrivere un po’ sul giocatore più controverso dell’NBA; Russell Westbrook. Il prodotto di UCLA si è contraddistinto nelle ultime stagioni per la sua imbarazzante facilità con cui mette a referto delle triple doppie e, proprio stanotte, è diventato leader all-time per triple doppie realizzandone una per la 182esima volta in carriera superando così il record di Oscar Roberston.

Fermandosi ad un’analisi statistica del gioco Russ rientra, assieme a Wilt Chamberlain, nell’elite più esclusiva della lega; il problema è che fortunatamente il gioco non si ferma alle mere statistiche e ci sono moltissime cose che Westbrook in campo fa in maniera mediocre e altre che proprio non fa.
Ad onor di cronaca va riportato che il record delle squadre dell’ex OKC quando lui va in tripla doppia è estremamente positivo, però va anche riportato come dalla storica stagione da MVP (2016/2017) Russ non abbia mai superato il primo turno di playoff (Lo scorso anno i Rockets passarono il turno ma lo 0 saltó le prime 5 partite per infortunio).

L’opinione pubblica è equamente divisa in hater e in lover: non esistono vie di mezzo, c’è chi ama la sua intensità e la sua voglia di fare in campo e chi lo detesta ritenendolo uno stat padder che pensa prima alle statistiche che alla squadra oltre che ad essere inutile in una NBA fatta di tiro da 3 a causa delle sue scarse percentuali da fuori.

Le percentuali dal campo di Westbrook in questa stagione sono veramente basse per un All-Star di questo livello, ma diventano tra le più alte della lega se si considerano solo i tiri “clutch” (divario tra le due squadre inferiore ai 5 punti negli ultimi 2 minuti di partita).

In linea di massima si può dire come Russ sia uno degli scherzi della natura più assurdi ad aver cavalcato i parquet nella storia della NBA e per questo è sicuramente da considerarsi uno dei giocatori più forti della sua epoca, anche se probabilmente ci sono dei limiti di letture di gioco e di I.Q. cestistico che in determinate situazioni (playoff) gli hanno impedito di mettersi un anello al dito.

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F4 Eurolega 2021: Road to Colonia

Giorgio Bombonato

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Sono ormai note le fantastiche quattro che prenderanno parte alle “Final 4” di Eurolega a Colonia nel weekend dal 28 al 30 di Maggio e possiamo dire con orgoglio che dopo 10 anni esatti un’italiana parteciperà al più importante evento del basket europeo.

Ma come arrivano queste squadre a giocarsi il trofeo più grande d’Europa? Analizziamole una ad una:

CSKA Mosca: I Russi vengono da un finale di stagione al centro delle polemiche causate dalla vicenda Mike James, ma i ragazzi di Coach Itoudis hanno dimostrato di poter sopperire all’assenza del neo giocatore dei Brooklyn Nets grazie alla coralità e all’esperienza dei suoi campioni. Hackett e Clyburn hanno dimostrato di poter essere i veri leader di questa squadra nello sweep (unico di tutto il primo turno) rifilato al Fenerbahçe e Shengelia e Milutinov formano una delle coppie di lunghi più pericolose d’Europa per livello tecnico e atletico. Lo scontro con l’Efes è il più aperto tra i due proposti nelle semifinali e sarà decisivo il piano difensivo contro Shane Larkin per cercare di confermarsi come campioni dopo il successo di due anni fa.

Anadolu Efes: L’Efes è probabilmente la squadra che più di tutte è stata danneggiata dalla situazione pandemica: la scorsa stagione stavano dominando in lungo e in largo tutti gli avversari che gli si paravano davanti e sembravano pronti per il primo titolo della loro storia. La regular season è stata molto discontinua a causa delle condizioni non ottimali del loro miglior giocatore: Shane Larkin; l’ex Mavericks ha avuto una stagione molto al di sotto delle aspettative e, anche nel quarto di finale contro il Real Madrid, non ha dato quelle garanzie che ci si aspettano da uno come lui, anche se sappiamo che campioni del genere vivono per le grandi partite. A preoccupare particolarmente sono stati i cali di concentrazione pazzeschi nella serie vinta contro il Real per 3-2; sia in gara 3 che in gara 4 i turchi hanno sprecato vantaggi in doppia cifra nel quarto periodo e non sono sembrati molto lucidi nei possessi decisivi sopratutto nei loro giocatori chiave come Micic e Larkin. A fare la differenza contro i russi sarà molto probabilmente il match-up dei “big man” con Singleton, Pleiss e Dunston che dovranno cercare di limitare il più possibile i rimbalzi offensivi che sono una delle armi più importanti della squadra di Itoudis.

FC Barcelona: Il Barça arrivava al primo turno con tutti i favori del pronostico complice un accoppiamento tutt’altro che impossibile contro lo Zenit, anche se alla fine si è rivelato più duro del previsto tanto da portare i catalani fino a gara 5. La difesa è senza dubbio l’arma in più degli uomini di Coach Jasikevicius; una squadra con così tanto talento che difende con così tanta voglia, di solito, va molto in alto in competizioni come questa, anche perché l’accoppiamento con l’Olimpia Milano non sembra eccessivamente complicato, viste soprattutto le due partite di stagione regolare di quest’anno. Mirotic e Gasol stanno trovando un’alchimia inaspettata, soprattutto in difesa (in attacco c’erano pochi dubbi) e si trovano molto bene con l’attacco a ritmo lento gestito da un Nick Calathes in formato MVP in questa stagione. A destare preoccupazione sono i problemi avuti contro lo Zenit nel limitare il Pick’n Roll centrale di Kevin Pangos, sopratutto pensando che contro Milano si troveranno a fronteggiare un Chacho Rodriguez che è uno dei migliori giocatori della storia dell’Eurolega in questo fondamentale.

Olimpia Milano: Senza dubbio la Cenerentola delle 4 anche se, io prima di scommettere contro Ettore Messina ci penserei almeno diecimila volte. Milano si presenta alle Final 4 dopo 29 lunghissimi anni e arriva con pochissime pressioni conscia del fatto che l’obbiettivo stagionale è già stato raggiunto; anche se una volta che sei lì…
La serie contro il Bayern Monaco ha mostrato tutto ciò che c’è di positivo e di negativo in questa squadra: l’esperienza di giocatori come Rodriguez e Hines ha permesso di rimontare una gara 1 che sembrava già persa; Delaney per l’ennesima volta in carriera ha dimostrato di alzare il suo livello di gioco nella post-season e Shields sembra essere diventato l’arma totale che i tifosi meneghini speravano; d’altro canto bisogna testimoniare la fatica che hanno fatto Punter e LeDay ad attaccare una difesa aggressiva e che giocatori come Datome e Micov faticano veramente tantissimo a stare in campo per motivi difensivi. La gara 5 di Milano nella serie precedente ha dimostrato come i ragazzi di Messina possano riuscire a dominare in una partita senza domani, ma come possano sciogliersi in un bicchier d’acqua lasciandosi prendere in ostaggio dalle emozioni.
A fare la differenza contro i blaugrana saranno le percentuali da 3 punti, vero fiore all’occhiello dell’Olimpia nel corso della stagione, ma che sono venute a mancare proprio nelle due sfide di stagione regolare contro il Barcellona.

Non ci resta che aspettare il 28 di Maggio per goderci finalmente queste F4 dopo il blocco dell’anno scorso causa pandemia, sicuri di divertirci ed emozionarci come sempre è successo quando si parla del capitolo finale della più nella competizione d’Europa.

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