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Basket

Basket, LBA: il commento della 14° giornata

Sergio Bertazzi

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Ecco il commento di una giornata di Serie A bellissima e decisiva, a poche settimane dalla F8: tante partite equilibrate decise negli ultimi possessi e tanto spettacolo!

La Fortitudo approfitta di una Cantù troppo debole mentalmente

Un vero e proprio colpaccio quello messo a segno dalla Fortitudo, che si impone a Desio, allontanandosi dagli ultimissimi posti in classifica. Gli ospiti arrivano quasi a toccare i venti punti di vantaggio nel secondo tempo, portandosi a casa la vittoria con sicurezza. Decisivo un parziale da 17-3 a inizio ripresa. La squadra guidata da Dalmonte, con diversi nuovi interpreti, sembra essere in fiducia e aver lasciato alle spalle il pessimo inizio di campionato: quindi il pessimo inizio è stato tutto per colpa di Sacchetti?

No, ma il cambio in panchina era praticamente necessario: scuotere l’ambiente, riportare energia ed entusiasmo era necessario. Dunque, il cambio tecnico è stato obbligatorio. Ad ispirare le ultime vittorie sono anche stati i nuovi innesti e alcuni giocatori particolarmente in fiducia, che guidati da Sacchetti non erano riusciti ad esprimersi al meglio (soprattutto Totè, per fare un nome in particolare).

Brutto passo falso, invece per Cantù: dopo la vittoria in terra Emiliana e la buona prestazione contro Brescia, arriva una brutta sconfitta. Brutta perchè arriva contro una squadra che, anche se in fiducia, era a ranghi ridotti e perchè il secondo tempo dei brianzoli è stato particolarmente opaco. Dopo un primo tempo tutto sommato bene interpretato, Cantù ha il demerito di sciogliersi come neve al sole quando si sono presentate le prime difficoltà: coach Pancotto ha l’obbligo di lavorare soprattutto sull’atteggiamento mentale della squadra, che deve rimanere sempre concentrata, considerando che il roster non consente comode “passeggiate” su nessuno.

Reggio Emilia – Sassari, che spettacolo!

Una partita tiratissima e bellissima, che va all’overtime e alla fine premia gli ospiti: Sassari in overtime ne ha di più e vince meritatamente. Protagonisti i soliti noti: Bilan MVP. autentico trascinatore con 22 punti e 14 rimbalzi e sempre punto di riferimento offensivo della squadra. Seguono Bendzius (un po’ impreciso stavolta dai 6.75, 1/5) e Burnell con 15 e Spissu, con 12 e sempre ordinato nei momenti che contano.

Le squadre non hanno tirato benissimo e le difese hanno a tratti primeggiato sugli attacchi, cosa abbastanza insolita in una partita con la Dinamo Sassari (abbiamo scritto del perchè in questo articolo).

Per Reggio Emilia tanti rimpianti: la squadra di Martino tiene bene contro una corazzata del nostro campionato. Purtroppo per la UNAHOTELS, le rotazioni di fine partita sono ridottissime, a causa della perdita di Johnson e di Elegar e Candi per falli. Ottimi Baldi Rossi e Taylor, in una partita interpretata comunque bene dai padroni di casa.

Treviso – Venezia, il derby lo vince Tonut

Il derby lo vince Tonut e un ottimo ultimo quarto della Reyer Venezia. Al PalaVerde altra partita splendida, che cambia spesso padrone: alla fine del primo quarto a comandare sono gli ospiti, poi a cavallo tra secondo quarto e terzo Treviso rimonta e sorpassa. Nell’ultimo quarto però Venezia torna a macinare: 13-0 di parziale e partita che torna punto a punto, con i liberi di Daye a 20″ dalla fine che danno la W ala Reyer.

Anche in questa partita la discussione per l’assegnazione dell’MVP è inutile: Tonut è un trascinatore, con 27 punti (10/16 dal campo) e 7 asssist. In doppia cifra anche Watt (15) e Daye (11): menzione anche per Vidmar, che nei 20 minuti in campo dà un ottimo contributo, come mostra il suo +16 di plus/minus (migliore della squadra). Buon segnale per De Raffaele l’ultimo quarto giocato dai suoi ragazzi, capaci di alzare il ritmo e portare a casa una partita non semplice.

Per Treviso c’è un ottimo Mekowulu, con 18 punti e 5 rimbalzi (uscito, però, per falli, come sempre): poi Sokolowski con 15, Russell con 13 e Logan con 10. La De’Longhi ha tantissimi meriti: Venezia è una corazzata, che non è semplice limitare nel corso dei 40 minuti. Treviso riesce a fare molto bene, specialmente tra secondo e terzo quarto, in cui l’intensità difensiva è ottima. Il parziale subito di 13-0, però, rovina tutto e rende inutile il vantaggio accumulato precedentemente: non un’ottima gestione questa volta, dal punto di vista tattico e mentale…

Milano-Pesaro, la Carpegna prova a “fare la Brindisi”, ma di poco non riesce l’impresa

Pesaro ci prova ed esce dal Forum a testa altissima: l’impresa (compiuta da Brindisi qualche settimana fa) non riesce di pochissimo, dopo aver toccato il +13. La squadra di Repesa si conferma una bellissima sorpresa di questa Serie A, tenendo testa a Milano: poi, nell’ultimo quarto, la qualità e la classe degli avversari è incontrastabile e i padroni di casa vincono l’incontro. Contro Brescia, Pesaro si giocherà l’accesso alle F8: mesi fa era incredibile pensare questa squadra in corsa per questo traguardo. Oggi sembra impossibile pensare questa squadra fuori dalle prime 8…

Milano vince meritatamente, ma con molta fatica: dopo un buon primo quarto, la seconda frazione è drammatica per i ragazzi di Messina, che toccano il -12. A portarla a casa sono Rodriguez e Datome nell’ultimo quarto, che suonano la carica nel momento decisivo. Però. che fatica! Inoltre, senza Hines, Milano mette in campo molta meno fisicità del solito in area: Tarczewski e Biligha, da questo punto di vista, insufficienti. Infatti, Pesaro vince a rimbalzo: 30-27.

Brindisi – Trento, qualcuno fermi Harrison!

Lo statunitense che si avvia ad essere candidato al premio di MVP ne mette 18, con 13 rimbalzi e la tripla decisiva a 30″ dalla fine. Brindisi vince anche contro Trento, in una partita tirata che aveva visto gli ospiti essere in vantaggio fino a pochi minuti dalla fine. Merito alla squadra di Vitucci l’aver continuato a crederci, nonostante lo svantaggio e la difficoltà dell’incontro. Da Registrare meglio, però, la difesa.

Trento non gioca una brutta partita, anzi…è proprio la squadra di Brienza a buttare via la vittoria, dopo i buonissimi primi tre quarti. Negli ultimi 10 minuti molti individualismi e una gestione rivedibile, che consegnano i due punti a Brindisi: bene Morgan (19) e Browne (18). Malino Maye, Williams e Martin.

Il cuore di Cremona è maggiore della freddezza di Brescia

La Vanoli riesce a recuperare clamorosamente una partita che l’aveva vista scivolare a -18: l’ultimo quarto è ottimo. La difesa si chiude, l’attacco sforna 27 punti in 10 minuti, grazie agli ottimi e fondamentali contributi di TJ Williams e Hommes. Una prova incoraggiante per Paolo Galbiati: i suoi si sono compattati nei momenti difficili, giocando ordinatamente invece di affidarsi a giocate individuali. Da contenere meglio, però, il centro avversario: Dusan Ristic, infatti, fa quello che vuole sotto i tabelloni. Considerando che fino ad ora è stato tutt’altro che dominante, quella di ieri deve essere una lezione per la Vanoli.

Brescia paga invece i soliti problemi, che non sono ancora scomparsi sotto la guida di Buscaglia: incapacità di gestire il vantaggio, attacco che si spegne e squadra che non riesce a reggersi sulla difesa. Anche la gestione di Buscaglia è discutibile: timeout chiamati male, Kalinoski e Cline (molto negativi) lasciati tantissimo in campo, squadra incapace di scuotersi nei momenti difficili e un Ristic da 23+17 (!!) lasciato in panchina negli ultimi minuti (rimesso a 1.30′ dalla fine). Sconfitta che preclude l’accesso alle F8 ed è particolarmente grave considerando l’ottima prova del centro serbo, non monetizzata dalla squadra.

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Basket, NBA: Rivoluzione a Minnesota

Giorgio Bombonato

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Riesce finalmente a far parlare di se la franchigia meno chiacchierata della NBA: i Minnesota Timberwolves adoperano il primo cambio in panchina della stagione, esonerato Ryan Saunders arriva in panchina coach Finch.

Nella sua esperienza con i lupi l’ex coach non è riuscito a risollevare la squadra sia dal punto di vista tecnico che emotivo; i risultati non sono stati all’altezza e la sconfitta con i New York Knicks di questa notte è stata fatale.

Gli infortuni sono sicuramente stati il motivo principale dell’ultimo posto ad ovest maturati in questa stagione anche se il suo operato non è stato all’altezza del roster pieno di talento messogli a disposizione dalla dirigenza.

I risultati in questa stagione diventano ora la cosa meno importante messi in secondo piano dallo sviluppo dei giovani e dell’intesa tra Towns e Russell.

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Come è iniziata l’avventura in G-League di Mannion?

Giorgio Bombonato

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Come forse non tutti sanno, il rookie nostrano Nico Mannion, è stato aggregato dai Golden State Warriors ai Santa Cruz Warriors,la loro squadra affiliata nella G-League ossia la lega di sviluppo della NBA.

Nella sua prima uscita il prodotto da Arizona ha dato sfoggio delle sue qualità, ma anche messo in mostra tutti i suoi enormi ( e giustificati) difetti in alcuni settori del gioco; dal punto di vista del playmaking il ragazzo è molto ordinato e sa sempre cosa fare dal palleggio per mettere in ritmo i compagni e, unendo questo alla sue doti fisiche e atletiche di alto livello, questo lo rende già un giocatore di rotazione NBA; la sua pecca più grande rimane l’affidabilità al tiro e comunque lo scoring in generale.

La cosa positiva che questa è la parte più facile da migliorare per un giocatore perché per diventare un tiratore affidabile la cosa più importante rimane il lavoro individuale quindi sta alla sua voglia di crescere il futuro che avrà nel mondo del basket.

Lascio il link della schiacciata di questa notte per patriottismo anche se fortunatamente non è per questo che Nico è considerato dagli Warriors un giocatore dall’alto potenziale.

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Coppa Italia, Pesaro raggiunge la finale guidata ancora da Justin Robinson

Sergio Bertazzi

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Brindisi e Pesaro per bissare i successi ottenuti contro Trieste e Sassari e andare in finale: ecco la cronaca testuale live per seguire la partita.

E’ Pesaro a bissare il successo ottenuto ai quarti e ad andare in finale. Gli uomini di coach Repesa controllano la partita dall’inizio alla fine, trovando più ritmo degli avversari e tirando meglio da 3 punti (40%). Brindisi prova, trascinata da un Thompson da 19 e 7 assist, a riaprire il match: nell’ultima parte del secondo tempo i ragazzi di Vitucci prendono l’inerzia. Pesaro segna pochissimo, Thompson, Perkins e Visconti guidano la rimonta. Rimonta che però non riesce: a 15 secondi dalla fine Brindisi è a -1 e Visconti può vincere la partita. Perde però palla in mezzo all’area e un 4/4 ai liberi di Delfino chiude la partita. La finale sarà Milano-Pesaro: bravi i marchigiani a recuperare le energie dopo la partita con Sassari di ieri e a rimanere davanti. MVP Justin Robinson con 23 punti.

La cronaca Live

L’avvio della partita è con il freno tirato per entrambe le squadre, che non sembrano ancora essere entrate in questa partita. Tanti rimbalzi per Pesaro, tante perse per Brindisi: poco altro da segnalare, si procede punto a punto fino alla tripla di Zanotti per il 10-15 Pesaro. Il canestro di Gaspardo decreta il punteggio di 12-15 dopo i primi 10 minuti.

Il secondo quarto si apre con il tentativo di fuga dei marchigiani sul 13-21: Brindisi fatica in attacco e le perse sono già 9. Al 14′ Pesaro allunga sul +7 con l’ottavo punto di Zanotti: la difesa marchigiana continua a fare bene ma Udom pesca dal cilindro un canestro incredibile per il -4. Justin Robinson segna due canestri di fila per il +9, Brindisi torna a -6, ma Filloy segna ancora da 3 per il 22-31. La partita si accende: canestro ancora di Justin Robinson per 27-36 al 18′, poi sempre l’americano da 3 punti per il 27-39. I pugliesi si innervosiscono e non riescono a recuperare punti: l’1/2 di Thompson dalla lunetta fissa il punteggio sul 28-41 in favore della Carpegna Prosciutto.

Il terzo quarto si apre con un recupero di Brindisi e canestro di Perkins (30-41): arrivano due perse per l’entrambe le squadre, a sembrare in difficoltà sembra soprattutto Pesaro. Delfino sblocca la situazione: due triple e 31-47. Brindisi prova a ricucire con i liberi: 33-47 al 24′. Cain giganteggia in area, Tambone segna una tripla: 33-50 e timeout Vitucci. Recupero e canestro di Thompson, tap-in di Perkins: 37-50 al 25′. Pesaro si inceppa: canestro di Perkins e fallo subito. 40-50 al 27′. Brindisi continua a macinare e Visconti segna il 43-50: 10-0 il parziale. Justin Robinson da una parte, Thompson dall’altra: 45-52 al 29′. La terza frazione si chiude qui.

Un 2+1 di Zanelli apre il quarto quarto: 48-52. 2+1 ricambiato dall’altra parte dall’ottimo Zanotti: 10 per lui finora (sbagliato il libero aggiuntivo) e 48-54. 0/2 di Willis, poi gioco da 4 di Justin Robinson: 48-58 al 32′. Quattro punti in fila per Thompson (52-58), persa di Pesaro e 2/2 di Visconti per il 54-58: rimonta quasi completa per Brindisi. Si iscrive alla partita Gerald Robinson con una tripla, a cui risponde Willis: 57-61 al 34′ e finale infuocato in arrivo. Perde palla Zanotti: adesso a gestire male il pallone è Pesaro, con Brindisi che ha preso ritmo e dopo le 9 perse del primo tempo, ne ha accumulate solo 3 in questi 14 minuti di secondo tempo.

Robinson con 2 liberi raggiunge quota 20 segnati: 57-63. E’ il play americano a provare a trascinare Pesaro ora. Thompson da una parte, liberi per Cain dall’altra: 59-65 al 36′. Ancora Justin Robinson! Tripla incredibile: 59-68, 23 punti per lui. Stoppata di Cain, gancio di Filloy e +11: Pesaro sembra aver ripreso l’inerzia. Canestro di Gaspardo per aprire gli ultimi 2 minuti: 62-70 per la Carpegna. Udom da 3 in transizione: -5 a 1.54′ dalla fine. Violazione per Pesaro: -5 e palla in mano Brindisi a 1:29 dal termine. Schiacciata di Perkins per il -1 a 40 secondi dalla fine, su ottimo suggerimento di Gaspardo. Sbaglia Filloy, Visconti ha la palla per vincere ma la perde: 2 liberi per Pesaro, sul 69-70 a 4 secondi dalla fine. Il fallo è addirittura antisportivo: 2/2 di Delfino, +3 e palla in mano per i marchigiani a 4 secondi dalla fine. 2/2 di Delfino, finisce 69-74.

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