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Inter

L’Inter le prova tutte ma non basta, solo pareggio con lo Spezia.

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L’Inter va in Liguria ospite della sorpresa Spezia per allungare ulteriormente sul Milan, sconfitto a San Siro dal Sassuolo.

Conte recupera Perisic e conferma i soliti 10.

Primo tempo

Partenza flash dello Spezia che al 12′ si porta subito in vantaggio grazie a una papera di Handanovic. Farias si allarga e calcia potente ma centrale, l’estremo difensore nerazzurro si fa sorprendere e non trattiene il pallone, regalando il vantaggio ai liguri.

L’Inter alza i ritmi e prova a rendersi pericolosa, soprattutto sugli sviluppi di corner ma senza creare grandissimi pericoli dalle parti di Provedel.

Gli ospiti ci provano ripetutamente e sfondano al 39′ con Perisic che è bravo a raccogliere il cross rasoterra di Hakimi sul secondo palo e a siglare il gol del pareggio.

Primo tempo aperto e intenso, dopo il vantaggio di Farias lo Spezia si chiude dietro e concede poco all’Inter che, col guizzo di Hakimi, trova un gol fondamentale.

Secondo tempo

I nerazzurri partono forte nella ripresa e al 50′ hanno una grande occasione con Lautaro Martinez. L’attaccante argentino sfila alla difesa bianconere e sorprende Provedel che però con l’aiuto del palo ferma il pallone prima che finisca oltre la linea.

Gli ospiti continuano a premere sull’acceleratore ma sembra che Lukaku questa sera sia un po’ sottotono. Il belga prima non arriva a colpire su un traversone di Perisic e poi si divora il gol del vantaggio davanti a Provedel, cercando un dribbling anziché calciare subito.

L’Inter con tutti gli effettivi all’attacco va a un centimetro dal gol anche con Skriniar che però trova ancora Provedel pronto a salvare sulla linea.

Lautaro è senza dubbio il migliore dei suoi e il più attivo davanti e all’80’ colpisce ancora il legno con Provedel battuto.

Sul finire della gara l’Inter trova gol prima con Lukaku e poi con Lautaro ma entrambi in fuorigioco millimetrico.

I nerazzurri vengono fermati sull’1-1 dal pullman spezzino e sfruttano a metà il passo falso del Milan. A 6 giornate dalla fine servono 8 punti per lo scudetto matematico che sembra sempre più vicino.

Tabellino

RETE: 11′ Farias, 38′ Perisic

SPEZIA (4-3-3) – Provedel; Ferrer (46′ Vignali), Ismaijli, Terzi, Marchizza (77′ Dell’Orco); Maggiore (83′ Sena), Ricci, Estevez; Agudelo, Piccoli (61′ Galabinov), Farias (79′ Gyasi). A disposizione: Zoet, Acampora, Agoume, Capradossi, Chabot, Pobega, Verde. Allenatore: Vincenzo Italiano.

INTER (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Hakimi, Barella, Brozovic, Eriksen (73′ Sanchez), Perisic (73′ Young); Lukaku, Lautaro Martinez. A disposizione: Padelli, Radu, Gagliardini, Vecino, Sensi, Ranocchia, D’Ambrosio, Pinamonti. Allenatore: Antonio Conte.

ARBITRO: Chiffi

AMMONITO: Marchizza

Pagelle

Hakimi 7: Il migliore dei suoi, tanta corsa e qualità oltre all’assist per Perisic.

Lautaro Martinez 7: Impressionante la sua crescita rispetto all’anno scorso, sembra un altro giocatore e in fase offensiva ora sbaglia poche scelte; gli manca solo il gol

Provedel 7: Salva il risultato in più occasioni e ipnotizza Lukaku.

Terzi 7: Anche lui fenomenale in marcatura su Lukaku che gli scappa via poche volte.

Lukaku 5: è sembrato appannato il gigante belga, sbaglia almeno 2 occasioni solari davanti alla porta.

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Calcio

La Juve tiene accese le speranze! Grinta e sacrificio valgono il derby d’Italia

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Riassunto

La Juventus si aggiudica il derby d’Italia mantenendo vive le speranze per la Champions. Una partita di grande spirito e sacrificio per la squadra di Pirlo che oggi dimostra per la prima volta (forse) di metterci cuore ed anima alla ricerca di un risultato. I neroazzurri creano troppe poche occasioni da gol e rimane evidente la giustificata (ma non del tutto) mancanza di grinta data la conquista già archiviata del titolo.


La partita

A 180 minuti dalla fine del campionato, Juventus e Inter si affrontano alla 37esima giornata di Serie A in un derby d’Italia che può valere tutto (o niente…). La qualificazione per la prossima Champions League dei bianconeri è appesa a un filo: servono due vittorie e un passo falso delle dirette concorrenti Atalanta, Milan e Napoli. I nerazzurri invece sono campioni da ormai due settimane ma la squadra allenata da Conte ha qualche conto in sospeso con i suoi ex amici. Ecco alcuni spunti da tenere in considerazione per questo Juventus-Inter:

L’Inter non vince allo Stadium dal novembre del 2012 quando in attacco giocava ancora il duo argentino formato da Milito e Palacio e sulla panchina juventina c’era il tanto amato Antonio Conte alla ricerca del suo secondo scudetto bianconero (da allenatore).

CR7 affronta nuovamente la squadra con cui esordì nell’agosto del 2002 quando vestiva la maglia biancoverde dello Sporting Lisbona alla caccia di un gol (uno dei tanti) per scacciare le tante (direi troppe) critiche che gli sono state rifilate nell’ultimo periodo.

Romelu Lukaku, che ad oggi è secondo nella classifica marcatori proprio dietro all’attaccante portoghese, non ha mai segnato contro la Juventus (cosa alquanto bizzarra dato che il belga ex Manchester United ha segnato un numero discreto di gol da quando è all’Inter, 62).

Primo tempo

L’inizio di gara è dominato dai tatticismi e da tanta premura da ambo le parti. La Juventus gestisce i tentativi di ripartenza nerazzurri e, grazie al pressing sui centrali avversari, impedisce la costruzione dal basso della squadra di Conte.

Dopo una ventina di minuti di buone avanzate juventine, al minuto 23′ Darmian trattiene Chiellini in area di rigore: Calvarese viene richiamato al var e sentenzia il calcio di rigore per i padroni di casa.

Cristiano calcia dal dischetto (non perfettamente), Handanovic respinge il pallone che ricade nei pressi del fuoriclasse portoghese che firma l’1-0 (meritato) al minuto 24′.

L’Inter fatica a trovare spazi ma al minuto 35′ Calvarese fischia un calcio di rigore (dopo averlo rivisto al Var) per un “pestone” di De Ligt su Lautaro a palla lontana.

Lukaku dal dischetto spiazza Szczesny e trova il pareggio.

Nel finale di tempo è ancora la Juve che continua a presentarsi in zona offensiva e allo scadere del terzo minuto di recupero trova il secondo vantaggio con Cuadrado: il cross di Kulusevki è deviato da De Vrij e dal limite dell’area Cuadrado infila la porta (con deviazione sfortunata di Eriksen).

Secondo tempo

L’Inter parte meglio ad inizio ripresa e riesce ad arrivare in zona offensiva un paio di volte in maniera insidiosa (Lautaro sfiora la traversa con un tiro a giro in ripartenza).

Al minuto 55′ Bentancur viene espulso per doppia ammonizione: in corsa con Lukaku, il centrocampista uruguaiano contrasta il belga e Calvarese estrae senza esitazioni il secondo cartellino. Decisione che risulta eccessiva nonostante i termini severi su cui l’arbitro ha impostato la gara.

L’Inter cerca di sfruttare il vantaggio numerico e inizia a fare la partita sviluppando il possesso nella metà campo avversaria. La Juventus non riesce a ripartire ma è molto brava a chiudersi con due linee dietro la palla e impedisce la formazione di spazi.

La grande occasione per il pareggio arriva al minuto 81′ con Vecino che si inserisce perfettamente e colpisce di testa sul cross di Perisic ma Szczesny è miracoloso e salva il risultato.

Pochi minuti dopo l’Inter trova il pareggio con un autogol di Chiellini. Perisic esegue l’ennesimo cross dalla sinistra, Chiellini e Lukaku lottano in area di rigore e il pallone rocambola sul piede del capitano bianconero in caduta.

Non passa neanche un minuto e la Juventus sfrutta una ripartenza e, grazie all’ennesimo dribbling riuscito di Cuadrado, conquista un altro calcio di rigore con il fallo di Perisic. Lo stesso Cuadrado si presente dal dischetto e spiazza Handanovic, riportando in vantaggio i bianconeri.


Tabellino e pagelle

JUVENTUS-INTER: 3-2

JUVENTUS (4-4-2): Szczesny 6; Danilo 6.5, De Ligt 6.5, Chiellini 7, Alex Sandro 6.5; Cuadrado 8, Bentancur 6, Rabiot 6.5, Chiesa 5.5 (69′ Demiral 6); Kulusevski 6.5 (56′ McKennie 6), Ronaldo 5.5 (69′ Morata 5.5). Allenatore: Pirlo 6

INTER (3-5-2): Handanovic 6.5; Skriniar 6, De Vrij 6.5, Bastoni 5 (80′ Vecino s.v); Hakimi 5.5, Barella 6, Brozovic 5.5, Eriksen 5.5 (72′ Sensi 6), Darmian 5 (45′ Perisic 5.5); Lautaro 7, Lukaku 5. Allenatore: Conte 5.5

Migliori:

Cuadrado: ennesima dimostrazione di importanza della Juve. Dribbling riusciti, passaggi completati, falli conquistati: se Pirlo ha ancora qualche speranza di salvare la sua panchina lo deve all’esterno colombiano

Lautaro: a differenza del suo compagno d’attacco è vispo e rapido nei movimenti. Crea tante insidie alla difesa bianconera e tiene a galla molti palloni buttati lunghi.

Peggiori:

Ronaldo: nell’unica (forse) partita in cui la Juve mostra spirito di sacrificio e volontà di squadra lui stona completamente. Il gol segnato fa tanto perché, come già successo innumerevoli volte, fa respirare la sua squadra ma oltre a questi c’è ben poco: non esegue niente di rilevante se non un doppio passo per dribblare l’erba.

Bastoni: commette il fallo per il primo rigore bianconero e subisce spesso le accelerazione di Cuadrado (non aiutato da Darmian). Va spesso in difficoltà in campo aperto.

Arbitro: Calvarese

Marcatori: Ronaldo 24′ (J), Lukaku 35′ (L)

Ammoniti: Kulusevski 13′ (J), Bentancur 20′ (J), Darmian 23′ (I), Lautaro 74′ (I), Bastoni 77′ (J), Chiellini 85′ (J), Brozovic 88′ (I), Cuadrado 90′ (J)

Espulsi: Bentancur 55′ (J), Brozovic 91′ (I)

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Calcio

Inter batte la Roma 3-1

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L’Inter Campione d’Italia, supera la formazione di Fonseca per 3-1, si complica la corsa per la Conference League

TABELLINO E MARCATORI

INTER (3-5-2): Radu 6,5 ; Skriniar 6, Ranocchia 6, D’Ambrosio 6; Darmian 5,5 (77′ Young), Barella 6, Brozovic 6,5 , Vecino  6,5(59′ Sensi), Perisic 6 (59′ Hakimi); Lukaku 7 , Sanchez 6,5 (35′ Lautaro Martinez; 77′ Pinamonti). All. Conte

ROMA (4-2-3-1): Fuzato 5,5; Karsdorp 6 (88′ Bruno Peres), Mancini 6 , Kumbulla 6,5, Santon 6; Darboe 6 (88′ Carles Perez), Cristante 6,5 (76′ Villar); Pedro 6 (46′ El Shaarawy), Pellegrini 6, Mkhitaryan 6,5; Dzeko 6,5. All. Fonseca

Ammoniti: Darboe (R), Santon (R), Kumbulla (R)

Marcatori : 11′ Brozovic (I), 20′ Vecino (I), 31′ Mkhitaryan (R), 90′ Lukaku (I)

San Siro teatro di una partita molto divertente, dove l’Inter conquista la 15esima vittoria casalinga, mettendo in crisi la Roma per la corsa Europea.

Anche se la Roma parte bene, il vantaggio al minuto 11’ è di fattura nerazzurra, Sanchez appoggia per Darmian, che si allunga a trova Brozovic che supera Fuzato.

La Roma cerca il pari, però al 20esimo Vecino, servito da Romero Lukaku, trova la palla del 2-0.

Al 31’ Mkhitaryan accorcia le distanze, Dzeko lo serve al bacio e l’armeno spacca in 2 la difesa interista.

L’inter però controlla la gara e nel finale trova anche il terzo sussulto con Romero Lukaku, dopo l’involata di Hakimi che serve agilmente il belga, gol numero 22 in campionato

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Inter

L’Inter festeggia lo scudetto e vince con la Samp

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L’Inter alla prima partita da campione d’Italia ospita una Sampdoria che non ha più molto da dire al campionato.

Conte, come prevedibile, rivoluziona la squadra, dando minuti a chi nell’ultimo periodo ha giocato meno.

Primo tempo

Partenza in quarta per i nerazzurri che al 4′ minuto sbloccano il match con una grandissima azione corale che parte dal recupero e si chiude sui piedi di Gagliardini, bravo a concludere in spaccata sul cross di Young.

Il raddoppio dell’Inter arriva al 26′ ed è frutto di un’azione iniziata dal destro di Handanovic che fa partire la costruzione dal basso, finalizzata poi da Sanchez che segna dopo un bell’assist di Gagliardini.

Dopo 10 minuti i blucerchiati accorciano le distanze con Keita Balde che è il primo ad avventarsi sulla respinta di Handanovic, molto indeciso sul tiro di Candreva.

L’Inter vuole chiuderla e ci mette pochissimo a tornare sul doppio vantaggio, sempre con Alexis Sanchez che dal limite dell’area al volo batte Audero.

Secondo tempo

Conte fa dei cambi e l’Inter straripa; al 61′ Pinamonti trova il quarto gol e al 70′ Lautaro trasforma un rigore dal dischetto.

I nerazzurri spazzano via senza problemi la Sampdoria e dopo il fischio finale si lasciano andare ai festeggiamenti del diciannovesimo scudetto.

Tabellino

RETI: 4′ Gagliardini, 26′ Sanchez, 34′ Keita, 35′ Sanchez, 62′ Pinamonti, 69′ Lautaro Martinez

INTER (3-5-2): Handanovic (45′ Radu); D’Ambrosio, Ranocchia, Bastoni; Hakimi, Vecino, Eriksen (54′ Brozovic), Gagliardini (59′ Barella), Young; Sanchez (54′ Pinamonti), Lautaro (71′ Sensi).  A disposizione. Padelli, De Vrij, Lukaku, Perisic, Darmian, Skriniar. Allenatore: Conte

SAMPDORIA (4-4-1-1): Audero; Bereszynski, Tonelli (45′ Yoshida), Colley, Augello; Candreva, Thorsby (45′ Ekdal), Adrien Silva, Jankto (45′ Damsgaard); Ramirez (45′ Verre); Keita (73′ Quagliarella). A disposizione: Letica, Torregrossa, Askildsen, Regini, Gabbiadini, Ferrari, Leris. Allenatore. Ranieri.

ARBITRO: Ayroldi

AMMONITO: Adrien Silva

Pagelle

Sanchez 7,5: Due gol e migliore in campo, su questo scudetto c’è anche la sua firma

Ranocchia 6,5: Quando gioca si fa sempre trovare pronto; quella di oggi potrebbe essere una delle sue ultime partite in nerazzurro.

Candreva 6,5: Il più pericoloso tra gli ospiti, come all’andata sforna una grande prestazione.

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