Basket, Serie A: i temi della 3° Giornata

Le prime vittorie di Brescia e Bologna, la situazione a Trieste, gli stop di Virtus e Venezia e gli 0 punti di Trento: ecco gli spunti di riflessione che ci ha offerto la terza giornata.

1) Fortitudo e Brescia, finalmente!

Due possibili outsider importanti, due squadre su cui aleggiava (e aleggia) grande curiosità all’inizio di questa stagione: entrambe erano però a 0 punti dopo le prime due giornate. Gli umori erano diversi: in casa Fortitudo tirava una brutta aria. La sconfitta in trasferta con la Virtus Roma era stata sorprendente e inaspettata e quella con Varese aveva “rincarato la dose”. L’apporto insufficiente della panchina, la difficile convivenza tra le “star” Banks, Aradori e Happ: questi dubbi sono stati, per ora, spazzati via da una prova molto convincente contro Trento.

Era a 0 punti anche Brescia, seppur con una situazione molto diversa rispetto a quella fortitudina: la sconfitta con Varese della prima giornata era arrivata in overtime e quella con la Virtus Bologna era arrivata dopo una partita comunque convincente. Erano quindi arrivate indicazioni positive dalle prime partite: nonostante ciò, per la truppa di Esposito era importante sbloccarsi. Treviso era un campo da espugnare con una buona prestazione: così è stato. Ristic è sembrato più in forma, Cline sta entrando nei meccanismi della squadra: per la Leonessa sono arrivati altri segnali positivi da questa giornata e, finalmente, una vittoria.

2) Primo stop per Venezia e Virtus Bologna

Per Venezia e Virtus situazione opposta rispetto a quella di Brescia e Fortitudo: alla terza giornata è arrivato il primo stop in campionato. Entrambe le squadre hanno deluso: Bologna non è praticamente entrata in campo nei primi 30 minuti, contro una delle squadre meno pericolose del campionato. Venezia, dopo il crollo in Eurocup contro il Partizan, è stata surclassata mentalmente e fisicamente da Pesaro. Sconfitte preoccupanti? Direi di no: le squadre hanno però dato segnali negativi ai due allenatori. Sia Venezia che la Virtus hanno mostrato un brutto approccio mentale alla partita: la Reyer, come anticipato, ha fatto male anche dal punto di vista fisico. Bologna ha palesato ancora come sia pericolosamente dipendente dalla coppia di play Teodosic-Markovic.

Sintetizzando, le due formazioni hanno mostrato brutte cose in questa terza giornata: ma uno stop ci può ampiamente stare. Sta ora ai giocatori dimostrare come queste brutte prestazioni siano state solo dei casi isolati.

3) Trieste, ora che si fa?

Aleggia un po’ di preoccupazione in casa Trieste negli ultimi giorni e nelle ultime ore: questa non è dovuta alle ultime prestazioni dei giuliani. Anzi, la squadra di coach Dalmasson ha iniziato bene il campionato: due vittorie nelle prime due giornate e la sconfitta, inevitabile, contro Milano. A destare preoccupazione sono gli infortuni di Udanoh e Henry: i due giocatori hanno infatti riportato problemi fisici che li terranno lontani dal campo per qualche settimana (i tempi di recupero precisi non sono ancora noti). A questi si aggiunge Cavaliero, fuori per un’infezione al piede. Questo rappresenta chiaramente un problema per l’Allianz: perdere tre giocatori per infortunio è un brutto colpo per chiunque, figuriamoci per una squadra di metà classifica che gioca con il 5+5.

Trieste, nelle prossime settimane, avrà contro avversarie importanti (Brescia e Brindisi) e altre alla portata (Reggio Emilia e Cantù): nonostante il buon inizio di campionato l’Allianz non può permettersi lunghi passaggi a vuoto. Sta ora nella società intervenire: ingaggiati Delia e Mussini, pronti a dare una mano dopo gli infortuni di Udanoh e Cavaliero (nessun sostituto per ora di Henry). Basteranno? Difficile crederlo: servirebbe un altro rinforzo a gettone, altrimenti Trieste nelle prossime settimane potrebbe perdere partite importanti e farsi molto male.

4) Le montagne russe di Trento

Tre sconfitte in campionato (l’ultima molto brutta contro la Fortitudo), ma due vittorie molto convincenti in Eurocup: qual è la vera Trento? In campionato sono arrivate la sconfitta con Treviso (in una partita tirata, finita 80-84), quella con Reggio Emilia (87-81 il finale) e la disfatta contro la Fortitudo (93-70). La Dolomiti Energia ha mostrato cose negative: soffermandoci soprattutto sulla prestazione molto negativa contro Bologna, possiamo parlare di un’intensità difensiva carente e un attacco bloccato. Nella metà campo offensiva la squadra di Brienza sembra troppo dipendente da azioni individuali, soprattutto di Maye e Browne, che non possono predicare nel deserto.

Al contrario, però, in Eurocup sono arrivate prestazioni convincenti: contro il Bursaspor c’è stata una brutta partenza (con la già citata intensità difensiva insufficiente), ma Trento è riuscita a metterci una pezza nel secondo tempo. Contro Patrasso è andato invece tutto bene: serata perfetta per la Dolomiti, a cui è riuscito praticamente tutto. Qual è dunque la vera Trento? Per ora non sembra dato saperlo: possiamo solo dire che Brienza debba fare in modo che la sua squadra sia più simile a quella vista in Europa rispetto a quella vista in Italia.

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