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LBA, il riassunto della 24°giornata: il Derby di Basket City e gli scontri importanti a metà classifica

Sergio Bertazzi

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La Virtus vince un bel derby, Milano si ferma a Venezia, mentre Varese e Treviso asfaltano Trento e Trieste: ecco il riassunto della giornata e la classifica.

Gli anticipi

Sintesi di Sassari – Cremona: LBA 24° giornata, Sassari torna alla vittoria contro Cremona: ecco il programma della giornata di oggi

Sintesi di Brescia – Brindisi: LBA 24°giornata: Brindisi resiste al tentativo di rimonta di Brescia e vince

Analisi di Venezia – Milano: LBA 24°giornata, che lotta al Taliercio: Venezia sconfigge Milano

Varese 88 – Trento 70, ora Varese ha fiducia e può sognare

Pioggia di triple sulla Dolomiti Energia: la Openjobmetis si è ufficialmente sbloccata e si lascia alle spalle l’ultimo posto in classifica, rilanciandosi addirittura a -2 dalla zona playoff. La classifica, quest’anno, è così: a metà graduatoria, con due vittorie tutti possono raggiungere i playoff, così come con due sconfitte devono guardarsi assolutamente alle spalle. Trento paga mancanza di continuità e di varietà di soluzioni: soprattutto nel primo e nel terzo quarto l’attacco non gira in modo sufficientemente fluido e l’exploit di settimana scorsa contro Brescia non viene ripetuto.

I protagonisti. Top scorer dell’incontro un ottimo Anthony Beane: 21 punti in 27 minuti, con l’80% da 2 e il 57% da 3. Benissimo Michele Ruzzier, metronomo dell’attacco varesino: 19 punti e 6 assist per lui. In doppia cifra anche Douglas, con 18 punti, 5 rimbalzi e 5 assist. Addirittura in doppia doppia altri due giocatori della Openjobmetis: Egbunu (11+11) e Scola (11+10). Varese ha messo in campo più energia degli avversari e offensivamente ha trovato più soluzioni: questo si evince anche dal ricco tabellino della formazione di Bulleri. Dall’altra parte c’è il solito JaCorey Williams con 16 punti e 9 rimbalzi: a quota 13 Sanders, 12 punti per Morgan e 10 con 6 assist per Browne.

La sintesi. Nel primo quarto a partire forte sono i padroni di casa: Ruzzier mostra di essere in serata, l’attacco perimetrale trentino no. 21-13 dopo 10 minuti. Nel secondo quarto c’è la riscossa della squadra di Molin, che si sblocca dall’arco: i ritmi si alzano, le percentuali e le palle perse anche. All’intervallo Trento conduce per 41-36. Nel terzo quarto Varese riprende il controllo: la percentuale da 3 punti di ce 13/28, Beane è infermabile e i padroni di casa chiudono sul 62-50. Nell’ultima frazione Douglas e Scola chiudono i conti: Varese tocca anche il +22. La partita si chiude 88-70.

Treviso 95 – Trieste 76

Come gira la De’ Longhi Treviso! Altra scoppola per Trieste, dopo il ko contro Venezia: lo spareggio per il momentaneo sesto posto in classifica lo vince Treviso. Come sempre l’attacco della formazione di Menetti gira benissimo: Logan e Sokolowski sono dei martelli e segnano 53 punti in due. L’Allianz viene sovrastata, dal punto di vista tattico e da quello fisico. Per citare alcune statistiche, da notare il dominio a rimbalzo di Treviso, con 42 carambole conquistate contro le 27 prese dagli avversari: i padroni di casa sono la peggior squadra a rimbalzo della LBA, ma ieri non c’è stata storia. Treviso si prende il “derby del nord-est” con merito e continua a sognare.

I protagonisti. Mattatore dell’incontro Michal Sokolowski con 28 punti, ben coadiuvato da David Logan: 25 punti per l’ormai 39enne dell’Illinois. In doppia cifra anche Chillo (10 punti e 5 rimbalzi) e Russell (10 punti, 5 rimbalzi e 5 assist). Da sottolineare anche l’energia messa in campo da Akele: per l’ex Cremona ci sono solo 2 punti, ma ben 12 rimbalzi conquistati. Per Trieste si salvano Fernandez con 18 punti, 6 rimbalzi e 6 assist: 18 anche per Upson, con 5 rimbalzi.

La sintesi. Nel primo quarto la partita resta in equilibrio: 19-19 dopo i primi 10 minuti, nessuna squadra prova la fuga. Nella seconda frazione Treviso prende il controllo grazie al dominio di Sokolowski e ad un parziale di 24-13: Trieste fisicamente inferiore. Nel terzo quarto i padroni di casa dilagano e Logan e Sokolowski superano quota 20: per Dalmasson ci sono 13 di Upson, che però non possono bastare. 71-58 dopo 30′. Nell’ultimo quarto i timeout di Dalmasson non producono effetti e, invece di ridurre il margine, Trieste arriva anche a -20: la partita termina sul 95-76.

Virtus Bologna 81 – Fortitudo Bologna 73, con il derby non ci si annoia mai!

Un derby dai due volti quello della Segafredo Arena: nei primi 15 minuti la Virtus prende il sopravvento grazie ad un brillantissimo Marco Belinelli. La partita sembra prendere la direzione voluta da Djordjevic, ma la Effe reagisce in modo clamoroso pareggiando all’intervallo e conducendo nel terzo quarto. La Virtus, però, ha più qualità e, soprattutto, Milos Teodosic in squadra: il serbo si accende nell’ultimo quarto e sfrutta la stanchezza degli avversari per prendere il controllo della partita. Alla fine la Virtus sfrutta la differenza di energia con la Fortitudo e la maggiore freddezza per vincere il derby.

I protagonisti. Per la Virtus ci sono 23 punti in 23 minuti per Marco Belinelli: oltre all’ex NBA ci sono in doppia cifra Teodosic on 12 punti (fondamentale nell’ultimo quarto) e Awudu Abass, con 11 punti e tanta energia. Da sottolineare anche la voglia messa in campo da Pajola, decisivo nell’allungo della Virtus dell’ultimo quarto. Nella Fortitudo ci sono 24 punti a testa per Banks e Baldasso: dal resto della squadra, molto poco. Aradori è troppo anonimo, come testimoniano i soli 4 punti segnati: non è giornata neanche per Fantinelli, ma soprattutto per Hunt, che sotto canestro ha fatto una fatica tremenda a trovare punti.

La sintesi. Il primo quarto ha un solo protagonista: Marco Belinelli. L’ex di giornata segna 14 punti in 10 minuti e la Virtus scappa sul 26-13. La squadra di Djordjevic continua a fare bene e a sfruttare la superiorità fisica del reparto esterni, guidato ieri da un positivo Abass, per andare sul 37-20. La partita sarebbe indirizzata: ma il derby di Bologna non obbedisce a nessuna regola. La Fortitudo piazza un parziale clamoroso e guidata da Baldasso chiude sul 41-41. Nella ripresa le squadre procedono appaiate: dopo un momentaneo +6 della Fortitudo la Virtus recupera e la frazione si chiude 60-61. Nell’ultimo quarto la Effe si porta avanti, ma il timeout di Djordjevic cambia la partita: Teodosic rientra con gli occhi della tigre e la Virtus effettua il sorpasso. La benzina della Fortitudo finisce, Baldasso smette (lecitamente) di segnare e Hunt combina un po’ di pasticci sotto canestro: la Virtus coglie l’occasione e vince 81-73.

Oggi il posticipo tra Reggio Emilia e Pesaro

La classifica

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LBA, Brescia, pronta la rivoluzione: ma vale la pena buttare via tutto?

Sergio Bertazzi

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Dopo l’ultima partita con Pesaro, Brescia si appresta ad iniziare un processo di rivoluzione: ma, anche se la stagione è stata disastrosa, è tutto da buttare? Proviamo a dare dei giudizi e a capire chi varrebbe la pena riconfermare e chi no.

Christian Burns Germani Basket Brescia – Umana Reyer Venezia Legabasket Serie A UnipolSNAI 2020/21 Brescia, 13/12/2020 Gianluca Checchi/Ciamillo-Castoria

Reparto americani: molte ombre, poche luci

Partiamo da una nota dolente della stagione bresciana: Andrew Crawford. L’ex Milano e Cremona ha deluso le aspettative, apparendo solo come un lontano parente del giocatore dominante di un paio di anni fa. Nel suo caso, però, il contratto firmato è stato un biennale: un buyout non sembra essere preso in considerazione della società, che probabilmente lo terrà sotto contratto anche per la prossima stagione.

Ha fatto decisamente meglio Tyler Kalinoski, sempre in quintetto, impiegato sia da playmaker che da guardia: lo statunitense ha dimostrato di saper fare male dall’arco (43% da 3 punti in questa stagione), di poter fare il playmaker e non soffrire in difesa. Per la sua duttilità lui potrebbe essere un punto di ripartenza per Brescia, nonché probabilmente l’unico americano sufficiente di questa stagione della Leonessa.

Male invece Kenny Chery: il canadese sarebbe dovuto diventare per Brescia quello che, per caratteristiche simili, era Joe Ragland qualche anno fa per Avellino. Missione fallita: troppa discontinuità e un gioco da solista che non ha fatto bene alla squadra. Quando c’era da inventare qualche giocata offensiva nei momenti di difficoltà ha saputo dare una mano: ma durante la stagione si è dimostrato inaffidabile e inadeguato per il ruolo di playmaker e ball-handler primario della squadra. Bocciato.

Male anche Wilson, subentrato a Ristic nel ruolo di centro di riserva: nella fase finale della stagione si è dimostrato inadeguato, incapace di mantenere l’intensità e la concentrazione per giocare nella massima serie. Non è da riconfermare, anche ricordando che nei piani di inizio stagione Burns doveva essere (giustamente) una riserva di lusso, considerata anche l’età: nel corso della stagione, per le mancanze dei compagni, è dovuto diventare un titolare fisso. In una squadra che vuole avere ambizioni come Brescia uno come lui, a 36 anni, non deve giocare per 30 minuti tutte le partite: serve un centro americano in grado di essere titolare e un punto di riferimento per la squadra. Wilson non può esserlo.

Si può lasciare partire anche Darral Willis, dimostratosi un giocatore dalle ottime doti atletiche, con un buon arsenale di soluzioni offensive, ma anche con limiti evidenti, probabilmente soprattutto mentali.

Per ultimo capitan David Moss, che a causa dell’età che avanza non può più essere un giocatore in grado di decidere le partite e giocare sempre 30 minuti: resta comunque un veterano e un giocatore che entrando per 15 minuti può dare energia ai compagni e lasciare il segno con delle ottime difese.

Reparto italiani: la vecchia guardia ci ha messo ancora una volta una pezza

Partiamo dall’asse play-pivot: Luca Vitali e Christian Burns. Soprattutto il primo è stato criticato diverse volte per alcune partite sottotono: ricordiamo però che nei piani tecnici di quest’anno e, come detto prima per Burns, considerando l’età dei due giocatori, questi non dovevano essere titolari. A causa della discontinuità e della inaffidabilità di alcuni compagni in certi momenti della stagione, Vitali e Burns hanno dovuto fare più del previsto: il loro apporto è stato più che sufficiente e vanno riconfermati. L’anno prossimo, però, bisognerà costruire la squadra facendo in modo che non debbano essere sempre loro a dover tirare la carretta.

Promosso (in extremis) Bortolani, che ha svoltato la sua stagione sotto la guida di Maurizio Buscaglia. Lo scarso impiego sotto la gestione di Esposito rimane un mistero: considerati i problemi che ha avuto la squadra quest’anno e i tanti impegni che ha dovuto affrontare, non si poteva impiegare con continuità già da inizio stagione? Olimpia Milano permettendo, la Leonessa deve ripartire da AirGiordan.

Bravo anche Parrillo: l’ex Orzinuovi, che doveva ricoprire il ruolo di uomo spogliatoio e lo slot da undicesimo uomo, si è sempre impegnato ed è stato fondamentale nelle ultimissime partite della stagione (vedere il largo impiego nella vittoria fondamentale a Cremona). Come quinto-sesto italiano può dare un buon contributo.

Per ultimo c’è Brian Sacchetti, ingaggiato da Verona nelle ultime ore: l’ex Sassari è andato in po’ in difficoltà in questa stagione. Il numero 41 ha fatto fatica a compensare il suo scarso atletismo con la sua duttilità e le sue letture: in questi anni il suo apporto è stato importantissimo. Probabilmente, però, ora Brescia può separarsi dal “cobra di Moncalieri”.

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Russell Westbrook: Odi et Amo

Giorgio Bombonato

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Finalmente abbiamo la scusa per scrivere un po’ sul giocatore più controverso dell’NBA; Russell Westbrook. Il prodotto di UCLA si è contraddistinto nelle ultime stagioni per la sua imbarazzante facilità con cui mette a referto delle triple doppie e, proprio stanotte, è diventato leader all-time per triple doppie realizzandone una per la 182esima volta in carriera superando così il record di Oscar Roberston.

Fermandosi ad un’analisi statistica del gioco Russ rientra, assieme a Wilt Chamberlain, nell’elite più esclusiva della lega; il problema è che fortunatamente il gioco non si ferma alle mere statistiche e ci sono moltissime cose che Westbrook in campo fa in maniera mediocre e altre che proprio non fa.
Ad onor di cronaca va riportato che il record delle squadre dell’ex OKC quando lui va in tripla doppia è estremamente positivo, però va anche riportato come dalla storica stagione da MVP (2016/2017) Russ non abbia mai superato il primo turno di playoff (Lo scorso anno i Rockets passarono il turno ma lo 0 saltó le prime 5 partite per infortunio).

L’opinione pubblica è equamente divisa in hater e in lover: non esistono vie di mezzo, c’è chi ama la sua intensità e la sua voglia di fare in campo e chi lo detesta ritenendolo uno stat padder che pensa prima alle statistiche che alla squadra oltre che ad essere inutile in una NBA fatta di tiro da 3 a causa delle sue scarse percentuali da fuori.

Le percentuali dal campo di Westbrook in questa stagione sono veramente basse per un All-Star di questo livello, ma diventano tra le più alte della lega se si considerano solo i tiri “clutch” (divario tra le due squadre inferiore ai 5 punti negli ultimi 2 minuti di partita).

In linea di massima si può dire come Russ sia uno degli scherzi della natura più assurdi ad aver cavalcato i parquet nella storia della NBA e per questo è sicuramente da considerarsi uno dei giocatori più forti della sua epoca, anche se probabilmente ci sono dei limiti di letture di gioco e di I.Q. cestistico che in determinate situazioni (playoff) gli hanno impedito di mettersi un anello al dito.

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F4 Eurolega 2021: Road to Colonia

Giorgio Bombonato

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Sono ormai note le fantastiche quattro che prenderanno parte alle “Final 4” di Eurolega a Colonia nel weekend dal 28 al 30 di Maggio e possiamo dire con orgoglio che dopo 10 anni esatti un’italiana parteciperà al più importante evento del basket europeo.

Ma come arrivano queste squadre a giocarsi il trofeo più grande d’Europa? Analizziamole una ad una:

CSKA Mosca: I Russi vengono da un finale di stagione al centro delle polemiche causate dalla vicenda Mike James, ma i ragazzi di Coach Itoudis hanno dimostrato di poter sopperire all’assenza del neo giocatore dei Brooklyn Nets grazie alla coralità e all’esperienza dei suoi campioni. Hackett e Clyburn hanno dimostrato di poter essere i veri leader di questa squadra nello sweep (unico di tutto il primo turno) rifilato al Fenerbahçe e Shengelia e Milutinov formano una delle coppie di lunghi più pericolose d’Europa per livello tecnico e atletico. Lo scontro con l’Efes è il più aperto tra i due proposti nelle semifinali e sarà decisivo il piano difensivo contro Shane Larkin per cercare di confermarsi come campioni dopo il successo di due anni fa.

Anadolu Efes: L’Efes è probabilmente la squadra che più di tutte è stata danneggiata dalla situazione pandemica: la scorsa stagione stavano dominando in lungo e in largo tutti gli avversari che gli si paravano davanti e sembravano pronti per il primo titolo della loro storia. La regular season è stata molto discontinua a causa delle condizioni non ottimali del loro miglior giocatore: Shane Larkin; l’ex Mavericks ha avuto una stagione molto al di sotto delle aspettative e, anche nel quarto di finale contro il Real Madrid, non ha dato quelle garanzie che ci si aspettano da uno come lui, anche se sappiamo che campioni del genere vivono per le grandi partite. A preoccupare particolarmente sono stati i cali di concentrazione pazzeschi nella serie vinta contro il Real per 3-2; sia in gara 3 che in gara 4 i turchi hanno sprecato vantaggi in doppia cifra nel quarto periodo e non sono sembrati molto lucidi nei possessi decisivi sopratutto nei loro giocatori chiave come Micic e Larkin. A fare la differenza contro i russi sarà molto probabilmente il match-up dei “big man” con Singleton, Pleiss e Dunston che dovranno cercare di limitare il più possibile i rimbalzi offensivi che sono una delle armi più importanti della squadra di Itoudis.

FC Barcelona: Il Barça arrivava al primo turno con tutti i favori del pronostico complice un accoppiamento tutt’altro che impossibile contro lo Zenit, anche se alla fine si è rivelato più duro del previsto tanto da portare i catalani fino a gara 5. La difesa è senza dubbio l’arma in più degli uomini di Coach Jasikevicius; una squadra con così tanto talento che difende con così tanta voglia, di solito, va molto in alto in competizioni come questa, anche perché l’accoppiamento con l’Olimpia Milano non sembra eccessivamente complicato, viste soprattutto le due partite di stagione regolare di quest’anno. Mirotic e Gasol stanno trovando un’alchimia inaspettata, soprattutto in difesa (in attacco c’erano pochi dubbi) e si trovano molto bene con l’attacco a ritmo lento gestito da un Nick Calathes in formato MVP in questa stagione. A destare preoccupazione sono i problemi avuti contro lo Zenit nel limitare il Pick’n Roll centrale di Kevin Pangos, sopratutto pensando che contro Milano si troveranno a fronteggiare un Chacho Rodriguez che è uno dei migliori giocatori della storia dell’Eurolega in questo fondamentale.

Olimpia Milano: Senza dubbio la Cenerentola delle 4 anche se, io prima di scommettere contro Ettore Messina ci penserei almeno diecimila volte. Milano si presenta alle Final 4 dopo 29 lunghissimi anni e arriva con pochissime pressioni conscia del fatto che l’obbiettivo stagionale è già stato raggiunto; anche se una volta che sei lì…
La serie contro il Bayern Monaco ha mostrato tutto ciò che c’è di positivo e di negativo in questa squadra: l’esperienza di giocatori come Rodriguez e Hines ha permesso di rimontare una gara 1 che sembrava già persa; Delaney per l’ennesima volta in carriera ha dimostrato di alzare il suo livello di gioco nella post-season e Shields sembra essere diventato l’arma totale che i tifosi meneghini speravano; d’altro canto bisogna testimoniare la fatica che hanno fatto Punter e LeDay ad attaccare una difesa aggressiva e che giocatori come Datome e Micov faticano veramente tantissimo a stare in campo per motivi difensivi. La gara 5 di Milano nella serie precedente ha dimostrato come i ragazzi di Messina possano riuscire a dominare in una partita senza domani, ma come possano sciogliersi in un bicchier d’acqua lasciandosi prendere in ostaggio dalle emozioni.
A fare la differenza contro i blaugrana saranno le percentuali da 3 punti, vero fiore all’occhiello dell’Olimpia nel corso della stagione, ma che sono venute a mancare proprio nelle due sfide di stagione regolare contro il Barcellona.

Non ci resta che aspettare il 28 di Maggio per goderci finalmente queste F4 dopo il blocco dell’anno scorso causa pandemia, sicuri di divertirci ed emozionarci come sempre è successo quando si parla del capitolo finale della più nella competizione d’Europa.

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