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BASKET NBA, COSA ASPETTARSI DA QUESTI PLAYOFF?

Giorgio Bombonato

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Queste settimane di NBA nella bolla di Orlando non hanno solo definito il bracket ufficiale dei playoff 2020, ma ci hanno anche dato indicazioni molto significative sullo stato di salute e di forma delle varie squadre.

OVEST

A ovest è stato confermato il dominio dei Los Angeles Lakers, che hanno vinto finchè ne hanno avuto necessità; i lacustri hanno confermato le loro intenzioni bellicose attraverso un gioco molto intenso e basato su un ritmo lento e su molti attacchi a difesa schierata. Bisogna vedere se ci saranno variazioni per i playoff, soprattutto provando ad abbassare il quintetto giocando molti minuti con Anthony Davis da numero 5. Al primo turno Portland è forse l’avversario peggiore possibile da trovare come 8th seed, ma i Lakers hanno dalla loro parte giorni in più di riposo e un roster molto più lungo ed esperto.

Le inseguitrici dei gialloviola sono però più agguerrite che mai; a partire dai concittadini dei Clippers fino ai Rockets dello small ball (privi però di Westbrook per parte del primo turno). I primi si troveranno di fronte Luka Doncic e i suoi Dallas Mavericks che hanno mostrato nella bolla uno degli attacchi più fluidi e ben spaziati della lega con un Doncic che, giocando da point forward pura ha fatto vedere cose inimmaginabili per un ragazzo di quella età; chiaro che i Clippers sono i favoriti per la loro impareggiabile difesa perimetrale, per il loro maggiore star power e perchè la difesa dei Mavs è qualcosa di difficile comprensione ad esser buoni.

Mike D’Antoni e il Barba troveranno ad aspettarli gli Oklahoma City Thunder del grande ex CP3 e di Danilo Gallinari. Quest’ultimi pronti a sfruttare sin da subito l’assenza dell’altro grande ex, Russell Westbrook, per prendersi un vantaggio significativo e magari distruggere per l’ennesimo anno i sogni di anello dei Rockets sin dal primo turno. Mai sottovalutare James Harden (tra l’altro terzo giocatore nella storia a chiudere due stagioni oltre i 34 punti di media) anche se le sue stats peggiorano notevolmente, soprattutto nella gestione della palla, quando il suo playmaker titolare è assente.

L’ultimo accoppiamento della Western Conference è forse quello meno sotto la luce dei riflettori per via dei nomi non altisonanti dei membri delle due squadre; le quali sono però due bellissimi esempi di squadre costruite con un bel progetto e non ammassando star cercando di aumentare il talento complessivo. Personalmente vedo favorita Denver principalmente per la lunghezza del roster e per i latenti problemi tra Mitchell e Gobert nella franchigia di Salt Lake City.

EST

Diverso il discorso nella Conference orientale dove, almeno per le prime due classificate, il primo turno di playoff assomiglia molto ad una formalità. Sia Bucks che Raptors infatti possono festeggiare per il loro accoppiamento. Nè Brooklyn Orlando sono avversari che possono impensierire in qualsiasi modo i campioni in carica o la squadra con il miglior record della lega.

Milwakee si presenta come la grande favorita dell’est, nessuna delle rivali sembra in grado di poter battere 4 volte in 7 partite Giannis e compagni, ma i playoff nel corso degli anni ci hanno insegnato che nessun risultato è scontato e che ogni vittoria va meritata sul campo.

Le possibili outsider possono essere i Boston Celtics e i sopracitati Raptors; i primi si troveranno di fronte dei 76ers privati di Ben Simmons e con un Embiid reduce da qualche piccolo infortunio. Il pronostico sembra scontato, ma mai sottovalutare cosa potrebbe fare il centro camerunese di Philadelphia messo in una condizione estremamente favorevole eletto come leader assoluto della squadra. (E occhio a cosa potrebbe succedere a Ben quest’estate).

L’accoppiamento più equilibrato sulla carta, e senza dubbio il più caldo e sentito, è quello tra le teste di serie numero 4 e 5: rispettivamente Indiana Pacers e Miami Heat. I continui screzi durante la regular season tra TJ Warren e Jimmy Butler non possono che aggiungere aspettative nei confronti di una serie che si prospetta molto lunga e molto sentita.

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Basket, LBA: il commento della 17° giornata (con highlights e classifica)

Sergio Bertazzi

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Dopo il KO della Virtus Bologna Milano, Venezia e Sassari tengono il passo: benissimo anche Pesaro, contro una Cantù troppo brutta per essere vera. Ecco le considerazioni e la classifica di questa giornata di LBA.

Reggio Emilia 83 – Trento 74

Reggio Emilia torna alla vittoria tra le mura amiche, sfruttando l’esordio di Sutton e Koponen e le rotazioni che conseguentemente sono tornate “normali”. La UNAHOTELS mantiene il controllo della partita, arrivando anche a 15 lunghezze di vantaggio: MVP Elegar con 11+8. Reggio è una squadra da tenere d’occhio nelle prossime settimane: dopo un avvio complesso e viziato da molti problemi e tante assenze, ora sembra che il gruppo sia al completo e possa esprimersi al meglio, come sabato sera.

Trento continua invece la sua striscia negativa: sono 5 le sconfitte consecutive in campionato. Ripeto ancora la considerazione espressa settimana scorsa, dopo la sconfitta con Treviso: la squadra non sempre avere un’identità. Hanno tentato di tenere in piedi la baracca Williams e Maye, ma non è stato abbastanza. Ci sono alcune individualità molto buone in questo gruppo, ma ho la sensazione che la compattezza e l’unità che si respirava nell’ambiente con Buscaglia qualche anno fa sia solo un lontano ricordo.

Virtus Bologna 89 – Brescia 90

Per l’anticipo del sabato sera, in cui Brescia ha compiuto un’impresa in casa della Virtus, abbiamo pubblicato un’analisi a parte: clicca qui per poterla visualizzare.

Treviso 77 – Milano 82, troppa differenza di qualità tra le squadre

Dopo il -40 dell’andata, la De’ Longhi gioca una partita d’orgoglio e di voglia in questa seconda giornata del girone di ritorno: Milano deve sudare parecchio per conquistarsi i due punti. Decisivo Zach Leday: MVP assoluto della partita, per lui 24 punti con 9/9 dal campo e 7 rimbalzi. Continua per lui questa splendida stagione, in cui sta facendo vedere ottime cose e sta tirando dal campo in modo quasi perfetto: dall’altra parte dell’Oceano entrerebbe a far parte del cosiddetto club del 90-50-40. In generale, prestazione disattenta dell’Olimpia: dopo le fatiche legate all’Eurocup, Milano arriva al Palaverde svogliata e per poco non arriva uno stop. Poco male comunque per Ettore Messina, con la sua squadra che conquista la vittoria numero 15.

Dall’altra parte c’è stata una Treviso mai doma e molto invogliata: la De ‘ Longhi si è confermata una buona squadra e, ancor prima, un buonissimo gruppo, molto compatto. Come sempre, è stato Logan a trascinare i compagni in attacco (19 punti per lui): ancora bene Sokolowski (17 punti) e, nonostante la qualità degli avversari, non ha sfigurato neanche Mekowulu (17+6 e solo due falli commessi, numero molto basso per le sue abitudini). Purtroppo, la qualità mostrata dai padroni di casa non è bastata: questo però non deve scoraggiare i ragazzi di Menetti. Anzi, deve dare loro consapevolezza del loro talento e dei loro mezzi: nonostante Treviso avesse davanti la corazzata più temibile del nostro campionato, la partita è stata in bilico fino alla fine.

Pesaro 107 – Cantù 86, una sola (super) squadra in campo

La Carpegna Prosciutto continua a volare in classifica, conquistandosi la sesta posizione: tutto semplice per la squadra di coach Repesa nella partita casalinga di ieri sera. A prescindere dalla scarsa resistenza degli avversari (ne parliamo tra poco), Pesaro gioca una partita solida e da squadra molto matura: nonostante il vantaggio accumulato nei primi minuti, la squadra continua a macinare, senza distrarsi. Prova corale ottima: la sensazione è che, tralasciando comunque le ottime qualità dei giocatori, il valore aggiunto di questo team sia l’allenatore, in grado di cambiare la mentalità (perdente) dello scorso anno e di far rendere al meglio la squadra. La Carpegna Prosciutto gioca bene e trova in veterani quali Cain, Delfino e Filloy le guide per far crescere benissimo prospetti interessanti (Filipovity) e altri giocatori con poca esperienza di A1. Considerando l’ultima stagione, si è passati “dalle stalle alle stelle”.

Ora, per analizzare la prestazione di Cantù basta prendere tutto quanto detto di buono per Pesaro e “girarlo al contrario”. Gli ospiti, infatti, non sono praticamente scesi in campo: poca intensità, poco gioco. Anche i veterani e i giocatori che si sono dimostrati utili alla causa finora come Leunen e Gaines (arrivato da poco, a dire il vero, ma molto positivo nelle prime uscite) hanno fatto particolarmente male. Unica nota positiva i 24 punti di Procida: un talento italiano interessante.

Campanello d’allarme che deve suonare rumorosamente a Desio: Brescia, in difficoltà a inizio stagione, si è mossa in modo meritato e convincente dal fondo della classifica. La Fortitudo sta ancora facendo fatica, ma ha una vittoria in più rispetto all’Acqua San Bernardo (e con due partite in meno). Dietro Cantù si trova solo Varese (di 2 punti), ma con ben 4 partite in meno: serve cambiare passo, o l’A2 sarà un fantasma molto concreto…

Venezia 88 – Cremona 84, brava la Vanoli ma la Reyer non ha mollato

Arriva la quarta vittoria consecutiva per la Reyer Venezia, che supera con diverse difficoltà la Vanoli Cremona: gli avversari sono stati davanti per quasi tutta la gara, anche oltre la doppia cifra. Ci hanno pensato “i soliti noti” a sistemare la situazione: Watt ha giganteggiato sotto canestro (27 punti), Bramos (17) e Tonut (16) hanno segnato canestri importanti. Per trovare degli aspetti da migliorare anche in una buona vittoria, per Venezia citiamo i liberi (61%) e la difesa (84 punti concessi agli avversari, anche se solitamente Venezia è una delle migliori difese del campionato).

Cremona ha comunque giocato un’ottima partita: i ragazzi di Galbiati sono stati molto determinati e, come in altre occasioni (ricordiamo l’ultima partita con Milano), non hanno mollato contro una squadra molto più forte. La Vanoli sta molto bene in campo, semplicemente viene sorpassata nel momento più importante: il roster meno ampio rispetto agli avversari non ha aiutato. Ultima considerazione sul centro titolare: contro Cremona, i “5” della squadra avversaria sfoderano spesso una grandissima prestazione (Watt con 27 punti oggi, Ristic con 23+17 qualche settimana fa). Qualche domanda possiamo farcela…

Trieste 82 – Sassari 103, il trio Bilan-Spissu-Bendzius al massimo dello splendore

Troppa Sassari per la Pallacanestro Trieste: ancora una volta, i trascinatori della Dinamo si esprimono (quasi) al massimo delle loro potenzialità. Bilan è sempre una certezza e un punto di riferimento sotto canestro (20 punti e 8 rimbalzi per lui), Spissu è precisissimo al tiro (28 punti e 11/13 dal campo), Bendzius capitalizza gli scarichi sul perimetro (15 punti, 4/8 da 3). Sassari ieri è andata subito davanti e, non considerando il secondo quarto in cui il parziale è stato favorevole di un punto per Trieste, ha continuato ad accumulare lunghezze di scarto. Sesta vittoria consecutiva, in attesa che anche Happ faccia il suo esordio in campionato e possa dare una mano: attenzione, come sempre, alla Dinamo Sassari.

Giornata no, che ci può ampiamente stare, per Trieste: i padroni di casa non riescono mai ad impostare un tentativo di rimonta e cadono meritatamente tra le mura amiche. La circolazione del pallone in attacco spesso non produce tiri aperti e quando li produce vengono diverse volte sbagliati, come sottolinea il 7/23 da 3 punti. Sassari vince meritatamente, Trieste senza grandi attenuanti. Non si possono fare grandi considerazioni: una squadra ha giocato molto bene, l’altra no. Una cosa spicca all’occhio, però: una statistica che in Serie A non si sta più vedendo da un bel pezzo. Dei 4 giocatori in doppia cifra di Trieste, tutti e 4 sono italiani (Delia, Alviti, Laquintana, Fernandez): da un lato, c’è l’orgoglio che ci siano giocatori nostrani che stanno facendo bene. Dall’altro, la certezza che chi dovrebbe prendere in mano le redini della squadra (gli USA, Doyle e Henry su tutti) sta facendo male, e chissà cosa potrebbe fare questo gruppo se anche questi giocatori rendessero bene…

La classifica

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LBA, la voglia di vincere di Brescia batte la discontinuità di Bologna

Sergio Bertazzi

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La Leonessa ci mette grinta e voglia di passarsi la palla, la Virtus è troppo discontinua e Teodosic-dipendente: ecco le considerazioni e le statistiche più importanti della partita di ieri.

Moss fa saltare Belinelli sulla finta e segna il canestro del sorpasso a 3″ dalla fine

Virtus Bologna 89 – Brescia 90

La sintesi

La partita è stata particolarmente gradevole: nel primo quarto Milos Teodosic rimane in panchina, con i compagni che cercano di tenere sempre la testa avanti. La difesa di Brescia, però, tiene molto bene: i primi 10 minuti sono punto a punto, con gli ospiti che potrebbero scappare ma non capitalizzano alcune ottime situazioni in attacco. Finisce 16-15.

Nel secondo quarto Brescia è praticamente infermabile in attacco: 33 punti segnati in 10 minuti. Tanti extra pass, ottimi backdoor e Ristic e Bortolani che capitalizzano diverse occasioni. Anche la Virtus migliora nella metà campo offensiva, grazie all’ingresso di Teodosic che si mette fin da subito al servizio dei compagni: il parziale però è negativo. 40-48 dopo i primi 20 minuti.

Nel terzo quarto Bologna cambia marcia e sorpassa: Teodosic è infermabile, Belinelli si scalda da tre punti e Brescia dà l’impressione di sentire un po’ di stanchezza, considerate le assenze di due titolari (Willis e Burns). Il parziale rischia di assumere proporzioni molto importanti, ma i canestri di Bortolani e Ristic di fine quarto limitano i danni: “solo” 29-15 per Bologna.

Negli ultimi dieci minuti Brescia si riavvicina: Bologna si blocca e fatica a trovare punti dall’area che non siano frutto di assist di Teodosic. La Leonessa approfitta di Bortolani e Ristic in serata di grazia, spesso ben serviti da Vitali, che si dimostra molto lucido nei momenti importanti. Nell’ultimo minuto Bologna è sopra di 3 lunghezze (89-87), ma non segna per tre azioni consecutive: Ristic a 30” dalla fine viene magistralmente servito da Vitali. Dall’altra parte c’è un’ottima difesa sempre del centro serbo, che nega un canestro in penetrazione a Teodosic. A 4″ dalla fine Vitali vede Moss, che finta il tiro mandando fuori dal campo Belinelli e segna l’89-90. Dall’altra parte Teodosic si fa scippare il pallone da Kalinoski e la partita finisce 89-90.

Virtus con poca energia e troppo dipendente da Teodosic

Partiamo dagli aspetti più negativi di questa prestazione delle Vu Nere: poca energia messa sul parquet e troppe poche soluzioni offensive che non portassero il nome di Teodosic. Iniziando dalla prima, possiamo dire come la differenza di determinazione e di intensità delle due squadre sia stata lampante: ad eccezione dello “strappo” del terzo quarto, c’è stata poca intensità della Virtus. Sì, diversi rimbalzi offensivi e alcune difese convincenti: troppo poco però. I numeri sono lì a confermarlo: Bologna ha conquistato 37 rimbalzi, contro i 36 di Brescia. Considerando che gli ospiti hanno spesso dovuto con un quintetto piccolo, data l’assenza di 4 e 5 titolari, non è un buon risultato.

Altra nota dolente la dipendenza esagerata dal giocatore in maglia 44: Teodosic è stato chiamato ad inventare qualcosa in tutte le azioni in cui era in campo, dall’inizio alla fine. Il risultato è stato l’arrivare a fine partita con poca lucidità. Per lui 17 punti e 8 assist, oltre ad altre grandi giocate, che non sono state capitalizzate dai compagni e non si trovano in questi numeri. Senza dubbio lui è la stella di questa squadra e deve essere il giocatore con più responsabilità: non si può però pensare che debba fare tutto lui. I compagni devono farsi trovare pronti ed esaltare il suo talento, senza lasciarlo solo ad inventare. Ieri sera in attacco si sono visti lui, Belinelli e poco altro….

L’ultimo peccato di Bologna in questa partita riporta due nomi ben definiti: Gamble e Ricci. Perchè, a prescindere dal fatto che i due fischi siano stati corretti oppure no (sembrano comunque dei provvedimenti sacrosanti), non si possono prendere falli tecnici o antisportivi in certi momenti della partita. Brescia aveva appena chiamato due timeout sui tre disponibili del secondo tempo: la Leonessa era in grande difficoltà, con la Virtus che volava sul +10. Questi due fischi hanno fermato il gioco, dando 3 liberi e ossigeno agli ospiti: pessima scelta.

Brescia vola con Bortolani e con una grande lucidità

La prima considerazione sulla partita di Brescia non può che essere un elogio per Giordano Bortolani: 23 punti, 7/10 dal campo, 4 rimbalzi e 1 stoppata per lui. Si è visto tutto il suo talento e la sua sfrontatezza: ha sfruttato l’opportunità concessa dalle rotazioni ridotte della Germani ieri. Ora, deve capitalizzare i minuti che avrà nelle prossime partite per continuare a fare bene.

Oltre al ventenne di proprietà dell’Olimpia Milano, molto bene Ristic: 21 punti, 6 rimbalzi e difesa che soffre, ma non troppo, sui giochi a due quando lui è in campo. Ottimo anche Luca Vitali nell’ultimo quarto: tante ottime letture, tra cui gli ultimi due canestri della partita, che nascono da due suoi assist. Menzione anche per Moss, che difende bene (nel limite del possibile) il fuoriclasse avversario in maglia 44 e segna il canestro decisivo.

Brescia ha avuto il merito di rimanere sempre attaccata alla partita, giocando con molta aggressività: il calo del terzo quarto ci può stare, soprattutto contro una squadra di qualità e con rotazioni molto più ampie. La Leonessa ha poi recuperato nell’ultimo quarto, dimostrando un ventaglio di soluzioni offensive più ampio rispetto a quello degli avversari. Uno degli aspetti più positivi della Leonessa di ieri è stato infatti la voglia di passarsi il pallone in attacco e di mettersi in ritmo: in questo modo si sono trovati tiri aperti e tutti si sono messi in ritmo. Unica nota negativa la prestazione di Crawford: purtroppo, totale involuzione per un giocatore che due anni fa dominava il nostro campionato.

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Basket, LBA: il commento della 16° giornata

Sergio Bertazzi

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Bene Virtus Bologna, Milano e Sassari in questa giornata: non mancano però gli upset, con Brindisi e Trento a masticare amaro. Ecco commento e highlights della giornata.

Milano – Reggio Emilia, Armani “sul velluto”

62 punti segnati nel primo tempo, con 36 subiti: dopo le due vittorie infrasettimanali in Eurolega, Milano mette subito le cose in chiaro contro Reggio Emilia. La partita non ha storia e consente ai pdroni di casa di poter recuperare un po’ di energie dopo le ultime fatiche europee. Ancora bene Rodriguez e Leday, in doppia cifra anche Roll, Punter e Biligha: ancora una volta, pochissime note negative nella giornata domenicale di Milano.

Reggio, invece, vede l’esordio di Dominique Sutton come unica nota positiva della giornata: l’americano non può ovviamente tenere testa da solo all’Olimpia e non può neppure fare fuoco e fiamme all’esordio, ma ci si augura che possa dare una grossa mano alla squadra di Martino. Per quel che riguarda la partita, molto male La Reggiana: 25 palle perse, di cui 14 nel primo tempo. Buone percentuali dal campo, ma brutta difesa contro un’Olimpia che ha potuto tirare con il 62% da 2 e il 45% da 3. Si salva Candi, malissimo Baldi Rossi.

Cremona – Trieste, che secondo tempo degli ospiti!

Trieste dà continuità al successo ottenuto settimana scorsa contro la Fortitudo Bologna vincendo al Pala Radi: il match è equilibrato e gradevole nel primo tempo, prima che un uragano si abbatta su Cremona. Trieste segna 54 punti negli ultimi 20 minuti, costringendo gli avversari a metterne solo 29. Grazie ai contributi di Grazulis, Doyle e Delia (per citare alcuni tra i migliori) sfonda anche quota 100. Ottimo segnale per coach Dalmasson: nella partita di settimana scorsa la Second Unit era stata decisiva. In quella di oggi, tutto il roster ha dato contributo, vincendo la partita e mettendoci molta grinta (il 45-32 a rimbalzo lo sottolinea).

Una partita dai due volti, quella della Vanoli: nel primo tempo buona tenuta fisica, buona circolazione in attacco e difesa sufficiente. Poi gli uomini di Galbiati non escono dagli spogliatoi e si prendono un parzialone. Preoccupante la (inesistente) reazione dei padroni di casa: la difesa diventa troppo molle, l’attacco smette di produrre (6/28 da 3), i rimbalzi sono sempre preda degli avversari. La voglia di ribaltare il match vista e apprezzata contro Brescia ieri non c’era.

Cantù – Virtus Bologna, Acqua San Bernardo ottima, la Virtus di più

Cantù gioca un’ottima partita contro una delle corazzate di questo campionato: Gaines dà continuità all’ottimo esordio contro Sassari mettendone 24 anche ieri sera. Cantù lotta, bene a rimbalzo (39-39 contro una squadra molto fisica nel pitturato), fa circolare bene il pallone (17 assist), resta sempre mentalmente in partita. Ma Bologna è troppo forte e Teodosic è in “One of Those nights”, come dicono in America: allora, niente da fare.

La Virtus gioca infatti in maniera sublime: ecco subito qualche numero per rendere l’idea. 30 assist di squadra, di cui 12 distribuiti solamente dalla stella serba: 57% da 2 3 45% da 3. Gamble che domina il pitturato, con 25 punti, 6 rimbalzi e 11 falli subiti. In una partita non semplice (e in cui Belinelli si mostra lontano dalla forma migliore) Bologna gioca un basket convincente, conquistando due punti importanti.

Brindisi – Venezia, si può definire una sorpresa?

La Reyer espugna il Palaserradimigni e, in virtù di questo inizio di stagione, questo si può definire un upset sorprendente: la squadra di De Raffaele gioca un ottimo secondo tempo, rimediando ad un secondo quarto inguardabile. Negli ultimi 20 minuti, Venezia cambia marcia: 55-41 il parziale. Bene Watt e Bramos, buonissima prestazione balistica, ottimo esordio di Clark con 14 punti in 16 minuti. La Reyer (come spesso successo in questi anni) sta silenziosamente risalendo la classifica…

Brindisi, invece, si ferma al cospetto di una big del nostro basket: la partita giocata dagli uomini di Vitucci non è pessima. Ma il secondo tempo è negativo e a Venezia viene concesso un po’ troppo, soprattutto sul perimetro. Harrison e Thompson ne mettono 40 in due (23 e 17), cercando di tenere in piedi la baracca: la buona partita della Reyer e la giornata storta di alcuni compagni però (citiamo Bell e Willis, molto negativi) rendono inutili le loro prestazioni. Settimane di alti e bassi in casa Brindisi…

Sassari – Pesaro, Dinamo perfetta, Pesaro ci prova ma cede

Il Banco di Sardegna si prende la vittoria contro la Carpegna Prosciutto giocando un’ottima partita: il match è equilibrato nel primo tempo, prima che i padroni di casa prendano il largo. Bilan (14+10) stravince l’interessantissimo duello sotto le plance contro Cain. Bendius continua a essere precisissimo al tiro. Sassari porta ben 6 giocatori in doppia cifra, confermandosi terza forza del campionato.

Pesaro, dal suo canto, prova a tenere testa i talentuosi avversari: Drell e Filloy provano a tenere su i compagni, ma l’impresa non riesce. Gli ospiti pagano una percentuale al tiro da fuori nettamente peggiore agli avversari, 35% contro 53%: si affrontavano due squadre che fanno del tiro perimetrale un’arma importante. Sassari ieri lo ha sfruttato meglio. Cain, inoltre, non è riuscito a tenere testa a Miro Bilan, che sta portando a scuola la maggior parte dei lunghi della LBA. Arriva dunque la sconfitta, da cui Pesaro esce comunque a testa alta.

Trento – Treviso, l’Aquila sta volando troppo basso

Sesta sconfitta consecutiva per la Dolomiti Energia Trento (contando anche le partite di Eurocup): la squadra di Brienza perde (male) anche contro Treviso. Brutta sconfitta perchè arriva in casa, contro una squadra dalle ambizioni nettamente minori e con una brutta prestazione: la difesa è troppo debole, l’attacco non riesce a produrre buone soluzioni contro una squadra che prende 89 punti di media a partita (peggiore nella LBA). Poco gioco, tanti singoli e la sensazione che questa non sia una squadra molto coesa o organizzata: invertire subito la rotta!

Treviso può invece festeggiare la settima vittoria in campionato, che la rilancia addirittura in zona playoff. La squadra di Menetti ribalta lo svantaggio accumulato nel primo quarto con un’ottima seconda frazione (26-15), poi riesce a mantenere la calma fino alla sirena finale. Logan si conferma al top, Sokolowski un’arma importante, Chillo segna due triple fondamentali: Treviso si conferma una buonissima squadra, che può stare a metà classifica. Vedremo poi se ci saranno anche aggiustamenti al roster (Carroll con 0 minuti ieri dovrebbe essere sotituito).

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