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LBA, Quarta vittoria in fila per la Virtus, stop inaspettato di Sassari: ecco il programma di oggi

Sergio Bertazzi

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La Virtus ha la meglio su una Reyer decimata ma molto combattiva, Sassari cade nettamente in trasferta a Varese: ecco sintesi, highlights e programma di oggi.

Varese 89 – Sassari 74, subito un upset!

La Openjobmetis Varese compie un’impresa nella prima partita della giornata di LBA: la Dinamo Sassari, fino a ieri terza forza del nostro campionato, si deve arrendere. La squadra di Bulleri va sotto nella prima parte di gara ma riesce ad aumentare il ritmo, creando molti problemi all’attacco (solitamente perfetto) di Sassari e si prende la vittoria. Importantissima la difesa del secondo tempo, che mette fuori ritmo gli avversari e li costringe ad un inusuale 30% da 3. Quando Varese prende fiducia, l’attacco della Dinamo viene pressato e non riesce a trovare buone soluzioni: infatti, negli ultimi tre quarti di gara, la squadra di Pozzecco non arriva mai a 20 punti segnati ogni 10 minuti. Sassari cade dopo otto vittorie consecutive, palesando un po’ di stanchezza, sia fisica che mentale: ricordiamo anche l’assenza di Bendzius, pedina fondamentale nel gioco perimetrale di questa squadra, che non a caso ieri ha faticato più del solito in attacco.

I protagonisti. MVP Toney Douglas, autore di 22 punti con 7/12 dal campo e 7 assist: il nativo di Tampa sembra aver iniziato a macinare dopo l’avvio di stagione altalenante. Ottimo anche l’apporto di Ruzzier (17 punti) e Strautins (11), che suppliscono alla prova un po’ sottotono di Scola, che sfiora comunque la doppia doppia con 9 punti e 8 rimbalzi. Dall’altra parte, ci sono sugli scudi i soliti Spissu e Bilan: il play italiano totalizza 19 punti e 5 assist, mentre il centro mette la solita energia sotto canestro riuscendo a segnare 15 punti e prendere 7 rimbalzi. Buono anche l’impatto di Ethan Happ, che segna 15 punti e prende 8 rimbalzi in 17 minuti.

La sintesi. Il primo quarto è estremamente difficile per i padroni di casa, che arrivano quasi in doppia cifra di svantaggio di fronte a una Sassari che gira bene il pallone e raggiunge velocemente i 20 punti segnati: Varese riesce però a resistere e termina il quarto 18-22. Nella seconda frazione c’è la rimonta e il sorpasso della squadra di Bulleri, con Douglas finalizzatore quasi implacabile: 41-39 il punteggio dopo 20′. Nella ripresa la Openjobmetis non molla la presa e continua a mandare in crisi Sassari con ottime difese; la Dinamo si regge sull’asse play pivot, ma non basta e al 30′ è 62-56 Varese. Gli ultimi 10 minuti sorridono ancora una volta ai padroni di casa, che arrivano a 3′ dal termine con un vantaggio in doppia cifra e vincono 89-74.

Virtus Bologna 77 – Venezia 72, vince la Virtus ma ottima Reyer!

La squadra di Djordjevic la spunta solo nel finale contro una Reyer combattiva, che gioca una grandissima partita e riesce a stare davanti agli avversari per larghi tratti: ieri assenti nella squadra di De Raffaele Bramos, Vidmar, Cerella e Austin Daye. Bologna, però, rimane sempre in partita e grazie ai suoi giocatori di maggiore qualità (Teodosic e Belinelli su tutti) piazza il sorpasso nel finale. Decisiva la differenza di energia messa sul parquet nel finale dalle due squadre: la Virtus è più lucida e, una volta preso il vantaggio a pochi minuti dal termine, riesce a prendersi i due punti. Quarta vittoria in fila per Bologna.

I protagonisti. MVP Milos Teodosic, con 17 punti, 9 assist e 29 di valutazione complessiva: importantissimo Marco Belinelli, autore di 19 punti, con due tiri liberi fondamentali a pochi secondi dalla fine. Bene anche Weems, che porta alla sua squadra 12 punti, 5 rimbalzi e tanta energia dalla panchina: particolarmente sottotono invece Markovic. Per Venezia invece il migliore è Tonut, che chiude con 22 punti e 11/11 ai liberi. In doppia cifra anche Watt (12+5 rimbalzi), Chappell (11 punti e 5 assist, però realizzati praticamente tutti solo nel primo tempo) e De Nicolao (10 punti).

La sintesi. A stare meglio in campo nella prima parte di gara è la Reyer Venezia, che arriva anche sul +6 (7-13) grazie ai canestri di Watt e Chappell: Djordjevic inserisce dunque Teodosic e Bologna termina sul +3 (16-13). Nel secondo quarto Venezia sale di intensità in difesa forzando tante palle perse (saranno 11 per Bologna a fine primo tempo) e al 20′ è 33-40. A inizio ripresa la Virtus crea un 8-0 di parziale e rimette la testa avanti, con il resto della frazione che è caratterizzato da grande equilibrio e termina 56-57. Nell’ultimo quarto è Bologna che inizialmente vorrebbe scappare, ma Venezia non ci sta: si procede con le squadre appaiate fino a pochi secondi dalla fine, fino ad un antisportivo fischiato a Watt. Belinelli va in lunetta a 8 secondi dalla fine e segna il +3, chiudendo di fatto la partita.

Il programma di oggi

Alle 12 scontro interessante tra l’Happy Casa Brindisi e la Fortitudo Bologna, che con una vittoria si rilancerebbe definitivamente in zona playoff. Il primo match del pomeriggio sarà poi Trento-Milano: molto in difficoltà la squadra di Molin, che dovrà compiere un’impresa per battere la capolista della LBA.

Alle 18 Cremona cercherà di dare seguito alla vittoria di settimana scorsa contro la Dolomiti Energia, contro una Carpegna Prosciutto che ha avuto modo di riposare (sfruttando il turno di riposo) a seguito delle fatiche di Coppa Italia. Alle 19 la partita tra Treviso e Reggio Emilia, reduci entrambe da una sconfitta “on the road” rispettivamente contro Cantù e Brescia .

Chiuderà la giornata il match tra Trieste e Cantù delle 20:45. I giuliani devono vincere per non farsi sfuggire l’ottavo posto, Cantù deve staccarsi del gruppo in fondo alla classifica, soprattutto dopo la vittoria di ieri sera di Varese.

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LBA, Brescia, pronta la rivoluzione: ma vale la pena buttare via tutto?

Sergio Bertazzi

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Dopo l’ultima partita con Pesaro, Brescia si appresta ad iniziare un processo di rivoluzione: ma, anche se la stagione è stata disastrosa, è tutto da buttare? Proviamo a dare dei giudizi e a capire chi varrebbe la pena riconfermare e chi no.

Christian Burns Germani Basket Brescia – Umana Reyer Venezia Legabasket Serie A UnipolSNAI 2020/21 Brescia, 13/12/2020 Gianluca Checchi/Ciamillo-Castoria

Reparto americani: molte ombre, poche luci

Partiamo da una nota dolente della stagione bresciana: Andrew Crawford. L’ex Milano e Cremona ha deluso le aspettative, apparendo solo come un lontano parente del giocatore dominante di un paio di anni fa. Nel suo caso, però, il contratto firmato è stato un biennale: un buyout non sembra essere preso in considerazione della società, che probabilmente lo terrà sotto contratto anche per la prossima stagione.

Ha fatto decisamente meglio Tyler Kalinoski, sempre in quintetto, impiegato sia da playmaker che da guardia: lo statunitense ha dimostrato di saper fare male dall’arco (43% da 3 punti in questa stagione), di poter fare il playmaker e non soffrire in difesa. Per la sua duttilità lui potrebbe essere un punto di ripartenza per Brescia, nonché probabilmente l’unico americano sufficiente di questa stagione della Leonessa.

Male invece Kenny Chery: il canadese sarebbe dovuto diventare per Brescia quello che, per caratteristiche simili, era Joe Ragland qualche anno fa per Avellino. Missione fallita: troppa discontinuità e un gioco da solista che non ha fatto bene alla squadra. Quando c’era da inventare qualche giocata offensiva nei momenti di difficoltà ha saputo dare una mano: ma durante la stagione si è dimostrato inaffidabile e inadeguato per il ruolo di playmaker e ball-handler primario della squadra. Bocciato.

Male anche Wilson, subentrato a Ristic nel ruolo di centro di riserva: nella fase finale della stagione si è dimostrato inadeguato, incapace di mantenere l’intensità e la concentrazione per giocare nella massima serie. Non è da riconfermare, anche ricordando che nei piani di inizio stagione Burns doveva essere (giustamente) una riserva di lusso, considerata anche l’età: nel corso della stagione, per le mancanze dei compagni, è dovuto diventare un titolare fisso. In una squadra che vuole avere ambizioni come Brescia uno come lui, a 36 anni, non deve giocare per 30 minuti tutte le partite: serve un centro americano in grado di essere titolare e un punto di riferimento per la squadra. Wilson non può esserlo.

Si può lasciare partire anche Darral Willis, dimostratosi un giocatore dalle ottime doti atletiche, con un buon arsenale di soluzioni offensive, ma anche con limiti evidenti, probabilmente soprattutto mentali.

Per ultimo capitan David Moss, che a causa dell’età che avanza non può più essere un giocatore in grado di decidere le partite e giocare sempre 30 minuti: resta comunque un veterano e un giocatore che entrando per 15 minuti può dare energia ai compagni e lasciare il segno con delle ottime difese.

Reparto italiani: la vecchia guardia ci ha messo ancora una volta una pezza

Partiamo dall’asse play-pivot: Luca Vitali e Christian Burns. Soprattutto il primo è stato criticato diverse volte per alcune partite sottotono: ricordiamo però che nei piani tecnici di quest’anno e, come detto prima per Burns, considerando l’età dei due giocatori, questi non dovevano essere titolari. A causa della discontinuità e della inaffidabilità di alcuni compagni in certi momenti della stagione, Vitali e Burns hanno dovuto fare più del previsto: il loro apporto è stato più che sufficiente e vanno riconfermati. L’anno prossimo, però, bisognerà costruire la squadra facendo in modo che non debbano essere sempre loro a dover tirare la carretta.

Promosso (in extremis) Bortolani, che ha svoltato la sua stagione sotto la guida di Maurizio Buscaglia. Lo scarso impiego sotto la gestione di Esposito rimane un mistero: considerati i problemi che ha avuto la squadra quest’anno e i tanti impegni che ha dovuto affrontare, non si poteva impiegare con continuità già da inizio stagione? Olimpia Milano permettendo, la Leonessa deve ripartire da AirGiordan.

Bravo anche Parrillo: l’ex Orzinuovi, che doveva ricoprire il ruolo di uomo spogliatoio e lo slot da undicesimo uomo, si è sempre impegnato ed è stato fondamentale nelle ultimissime partite della stagione (vedere il largo impiego nella vittoria fondamentale a Cremona). Come quinto-sesto italiano può dare un buon contributo.

Per ultimo c’è Brian Sacchetti, ingaggiato da Verona nelle ultime ore: l’ex Sassari è andato in po’ in difficoltà in questa stagione. Il numero 41 ha fatto fatica a compensare il suo scarso atletismo con la sua duttilità e le sue letture: in questi anni il suo apporto è stato importantissimo. Probabilmente, però, ora Brescia può separarsi dal “cobra di Moncalieri”.

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Russell Westbrook: Odi et Amo

Giorgio Bombonato

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Finalmente abbiamo la scusa per scrivere un po’ sul giocatore più controverso dell’NBA; Russell Westbrook. Il prodotto di UCLA si è contraddistinto nelle ultime stagioni per la sua imbarazzante facilità con cui mette a referto delle triple doppie e, proprio stanotte, è diventato leader all-time per triple doppie realizzandone una per la 182esima volta in carriera superando così il record di Oscar Roberston.

Fermandosi ad un’analisi statistica del gioco Russ rientra, assieme a Wilt Chamberlain, nell’elite più esclusiva della lega; il problema è che fortunatamente il gioco non si ferma alle mere statistiche e ci sono moltissime cose che Westbrook in campo fa in maniera mediocre e altre che proprio non fa.
Ad onor di cronaca va riportato che il record delle squadre dell’ex OKC quando lui va in tripla doppia è estremamente positivo, però va anche riportato come dalla storica stagione da MVP (2016/2017) Russ non abbia mai superato il primo turno di playoff (Lo scorso anno i Rockets passarono il turno ma lo 0 saltó le prime 5 partite per infortunio).

L’opinione pubblica è equamente divisa in hater e in lover: non esistono vie di mezzo, c’è chi ama la sua intensità e la sua voglia di fare in campo e chi lo detesta ritenendolo uno stat padder che pensa prima alle statistiche che alla squadra oltre che ad essere inutile in una NBA fatta di tiro da 3 a causa delle sue scarse percentuali da fuori.

Le percentuali dal campo di Westbrook in questa stagione sono veramente basse per un All-Star di questo livello, ma diventano tra le più alte della lega se si considerano solo i tiri “clutch” (divario tra le due squadre inferiore ai 5 punti negli ultimi 2 minuti di partita).

In linea di massima si può dire come Russ sia uno degli scherzi della natura più assurdi ad aver cavalcato i parquet nella storia della NBA e per questo è sicuramente da considerarsi uno dei giocatori più forti della sua epoca, anche se probabilmente ci sono dei limiti di letture di gioco e di I.Q. cestistico che in determinate situazioni (playoff) gli hanno impedito di mettersi un anello al dito.

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F4 Eurolega 2021: Road to Colonia

Giorgio Bombonato

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Sono ormai note le fantastiche quattro che prenderanno parte alle “Final 4” di Eurolega a Colonia nel weekend dal 28 al 30 di Maggio e possiamo dire con orgoglio che dopo 10 anni esatti un’italiana parteciperà al più importante evento del basket europeo.

Ma come arrivano queste squadre a giocarsi il trofeo più grande d’Europa? Analizziamole una ad una:

CSKA Mosca: I Russi vengono da un finale di stagione al centro delle polemiche causate dalla vicenda Mike James, ma i ragazzi di Coach Itoudis hanno dimostrato di poter sopperire all’assenza del neo giocatore dei Brooklyn Nets grazie alla coralità e all’esperienza dei suoi campioni. Hackett e Clyburn hanno dimostrato di poter essere i veri leader di questa squadra nello sweep (unico di tutto il primo turno) rifilato al Fenerbahçe e Shengelia e Milutinov formano una delle coppie di lunghi più pericolose d’Europa per livello tecnico e atletico. Lo scontro con l’Efes è il più aperto tra i due proposti nelle semifinali e sarà decisivo il piano difensivo contro Shane Larkin per cercare di confermarsi come campioni dopo il successo di due anni fa.

Anadolu Efes: L’Efes è probabilmente la squadra che più di tutte è stata danneggiata dalla situazione pandemica: la scorsa stagione stavano dominando in lungo e in largo tutti gli avversari che gli si paravano davanti e sembravano pronti per il primo titolo della loro storia. La regular season è stata molto discontinua a causa delle condizioni non ottimali del loro miglior giocatore: Shane Larkin; l’ex Mavericks ha avuto una stagione molto al di sotto delle aspettative e, anche nel quarto di finale contro il Real Madrid, non ha dato quelle garanzie che ci si aspettano da uno come lui, anche se sappiamo che campioni del genere vivono per le grandi partite. A preoccupare particolarmente sono stati i cali di concentrazione pazzeschi nella serie vinta contro il Real per 3-2; sia in gara 3 che in gara 4 i turchi hanno sprecato vantaggi in doppia cifra nel quarto periodo e non sono sembrati molto lucidi nei possessi decisivi sopratutto nei loro giocatori chiave come Micic e Larkin. A fare la differenza contro i russi sarà molto probabilmente il match-up dei “big man” con Singleton, Pleiss e Dunston che dovranno cercare di limitare il più possibile i rimbalzi offensivi che sono una delle armi più importanti della squadra di Itoudis.

FC Barcelona: Il Barça arrivava al primo turno con tutti i favori del pronostico complice un accoppiamento tutt’altro che impossibile contro lo Zenit, anche se alla fine si è rivelato più duro del previsto tanto da portare i catalani fino a gara 5. La difesa è senza dubbio l’arma in più degli uomini di Coach Jasikevicius; una squadra con così tanto talento che difende con così tanta voglia, di solito, va molto in alto in competizioni come questa, anche perché l’accoppiamento con l’Olimpia Milano non sembra eccessivamente complicato, viste soprattutto le due partite di stagione regolare di quest’anno. Mirotic e Gasol stanno trovando un’alchimia inaspettata, soprattutto in difesa (in attacco c’erano pochi dubbi) e si trovano molto bene con l’attacco a ritmo lento gestito da un Nick Calathes in formato MVP in questa stagione. A destare preoccupazione sono i problemi avuti contro lo Zenit nel limitare il Pick’n Roll centrale di Kevin Pangos, sopratutto pensando che contro Milano si troveranno a fronteggiare un Chacho Rodriguez che è uno dei migliori giocatori della storia dell’Eurolega in questo fondamentale.

Olimpia Milano: Senza dubbio la Cenerentola delle 4 anche se, io prima di scommettere contro Ettore Messina ci penserei almeno diecimila volte. Milano si presenta alle Final 4 dopo 29 lunghissimi anni e arriva con pochissime pressioni conscia del fatto che l’obbiettivo stagionale è già stato raggiunto; anche se una volta che sei lì…
La serie contro il Bayern Monaco ha mostrato tutto ciò che c’è di positivo e di negativo in questa squadra: l’esperienza di giocatori come Rodriguez e Hines ha permesso di rimontare una gara 1 che sembrava già persa; Delaney per l’ennesima volta in carriera ha dimostrato di alzare il suo livello di gioco nella post-season e Shields sembra essere diventato l’arma totale che i tifosi meneghini speravano; d’altro canto bisogna testimoniare la fatica che hanno fatto Punter e LeDay ad attaccare una difesa aggressiva e che giocatori come Datome e Micov faticano veramente tantissimo a stare in campo per motivi difensivi. La gara 5 di Milano nella serie precedente ha dimostrato come i ragazzi di Messina possano riuscire a dominare in una partita senza domani, ma come possano sciogliersi in un bicchier d’acqua lasciandosi prendere in ostaggio dalle emozioni.
A fare la differenza contro i blaugrana saranno le percentuali da 3 punti, vero fiore all’occhiello dell’Olimpia nel corso della stagione, ma che sono venute a mancare proprio nelle due sfide di stagione regolare contro il Barcellona.

Non ci resta che aspettare il 28 di Maggio per goderci finalmente queste F4 dopo il blocco dell’anno scorso causa pandemia, sicuri di divertirci ed emozionarci come sempre è successo quando si parla del capitolo finale della più nella competizione d’Europa.

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