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Basket

Preview NBA 2020/2021

Giorgio Bombonato

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Ovest

Oklahoma City Thunder: Il malvagio piano di ricostruzione del GM Sam Presti sta prendendo forma. Dopo essere stati una contender per quasi 10 anni i Thunder ripartono dall’unica certezza di Shai e un gruppo di giocatori senza arte né parte che faranno di tutto per portare la squadra il più in basso possibile nella conference per ottenere una ottima pick nel prossimo draft

San Antonio Spurs: Aria di cambiamento in Texas dove nella passata stagione si è interrotto il record di presenze consecutive in postseason. Questa sembra veramente una stagione vuota ai nastri di partenza per la banda capitanata da coach Pop e dalle due star in scadenza di contratto Aldridge e DeRozan; in base ai primi risultati della stagione si deciderà se sacrificare le due stelle alla deadline e iniziare la tanto chiacchierata ricostruzione o se provare un ultimo playoff push.

Sacramento Kings: Dopo un paio di stagioni in cui sembrava respirarsi aria di playoff i Kings tornano nella loro mediocrità stabile con una offseason che non li ha visti per niente protagonisti; ad ovest la coppia Fox-Hield non basta per arrivare i playoff e Bagley sembra sempre di più un bust. Non aiuterà l’arrivo di Whiteside che metterà su i soliti grandi numeri senza impatto che spesso danneggiano la sua squadra difensivamente in quanto preferisce la ricerca di una stoppata a quella di una difesa efficace.

New Orleans Pelicans: Mercato molto discutibile quello dei Pelicans che non sembrano intenzionati ad arrivare ai playoff almeno per questa stagione; gli arrivi di Bledsoe e Adams, che mal si sposano con Zion e Lonzo, manifestano la chiara idea di pensare più al futuro che al presente cercando di aggiungere qualche altro giocatore interessante aspettando la crescita del loro baby prodigio e la consacrazione del MIP in carica Brandon Ingram.

Minnesota Timberwolves: Si rinforzano ma non abbastanza gli abitanti del nord che si aggiudicano la prima scelta assoluta Anthony Edwards e il figliol prodigo Ricky Rubio oltre ad avere per la prima volta sia Towns che Russell sani. Fossero ad est i playoff sarebbero assolutamente alla portata, ma l’alto livello medio dell’ovest li porta fuori dalla corsa.

Memphis Grizzlies: Solito mercato lontano dai riflettori per gli ex canadesi che puntano ancora fortissimo su Ja Morant e Jonas Valanciunas per ripetere la magica stagione passata. Onestamente però sono davvero troppe le squadre superiori a livello di talento anche se le speranze future per i Texani ci sono sopratutto data la giovane età del loro core composto dal sopracitato Morant, Clarke e Jackson Jr.

Phoenix Suns: Da qui in poi tutte le squadre sono serie candidate per i playoff; mi trovo molto in difficoltà a tenere i Suns fuori dai playoff dopo l’ottima offseason che ha portato l’esperienza di Chris Paul e Joe Crowder e un rookie molto interessante come Jalen Green che può essere un ottimo bersaglio per i pick ‘n roll di Booker e dello stesso Paul. Il fatto che siano fuori dalle magiche 8 dipende soltanto dall’altissima concorrenza offerta dalla western conference.

Utah Jazz: Si riparte da Donovan Mitchell a Salt Lake City dopo la cocente eliminazione a gara 7 negli scorsi playoff; a differenza della bolla tornano a disposizione Bogdanovic e Conley a tempo pieno. Sembrano risolti gli attriti tra Mitchell e Gobert e la squadra può tentare di nuovo la corsa ai playoff. Il problema è che è chiaro a tutti come con questo roster il titolo rimanga utopia e che se si voglia fare l’ultimo passo è necessario provare a muovere qualche pedina importante rischiando qualche scommessa che magari in un futuro possa rivelarsi vincente.

Golden State Warriors: Il tanto discusso Karma non sembra voler smettere di colpire la dinastia più vincente degli ultimi anni; dopo la stagione precedente rovinata dagli infortuni ci si aspettava degli Warriors pronti a tornare a contendere ma l’infortunio al tendine d’achille di Klay Thompson ha nuovamente rovinato i piani. La squadra rimane comunque di altissimo livello complice il ritorno di Steph e gli innesti di Oubre e Wiggins ma le chance di giocarsi l’anello sono ridotte al minimo. I playoff dovrebbero essere un obbiettivo raggiungibile e sono sicuro che nessuno ad ovest vorrebbe mai andare nella baia al primo turno.

Houston Rockets: La situazione a Houston è la più paradossale della lega; i texani hanno un roster da top 3, ma la situazione di James Harden e le precarie condizioni fisiche di Cousins e Wall potrebbero anche far finire la squadra fuori dai playoff. Tutto il progetto gira attorno alla decisione di James Harden; i primi allenamenti boicottati passando la serata in un Night Club (violando tra l’altro le restrizioni generali dovute al Covid) non fanno ben sperare anche se il solo fatto che Harden prenda parte alla stagione con la maglia rossa dei Texani garantirebbe un posto ai playoff.

Dallas Mavericks: La ricostruzione dei Mavs è ufficialmente terminata: i playoff sono l’obbiettivo minimo stagionale e si spera di fare anche un po’ di strada. Luka Doncic è uno dei più seri candidati al premio di MVP stagionale anche se Porzingis rimane una grande incognita. Il lettone partirà dai box in questa stagione saltando sicuramente la prima settimana di regular season e le sue condizioni fisiche sono tutt’altro che una garanzia. Rispetto all’anno scorso il roster sembra migliorato in profondità ed esperienza soprattutto la crescita di Luka Magic fa ben sperare i tifosi texani.

Portland Trail Blazers: Dopo la deludente stagione passata nell’Oregon si sono mossi in maniera intelligente rinforzando con gli arrivi di Derrick Jones Jr e Robert Covington il reparto delle ali e la difesa di squadra. Ritorna Hood dall’infortunio così come Jusuf Nurkic anche se tutti gli occhi sono puntati su Damien Lillard. L’MVP della bolla è chiamato ad una conferma in questa stagione in cui finalmente può contare su un roster all’altezza; Dame rientra sicuramente nella corsa al Most Valuable Player e vuole far fare ai suoi Blazers il salto di qualità.

Denver Nuggets: Negli ultimi due anni nelle alture del Colorado ci hanno insegnato che il loro sistema è molto performante in regular season (e non solo) essendo oramai diventati un’abitudine nella top 3 ad est. Con Micheal Porter sano e con un Bol Bol da inserire gli ingredienti ci sono per preparare un piatto inedito che però tragga spunto dalle ricette precedenti che tanto avevano fatto bene. Jamal Murray è chiamato ad una riconferma dopo la bolla e Jokic deve dimostrare di essere uno dei migliori lunghi della lega a livello stabile. Le carte d’identità sono dalla loro parte anche se ad ora non sono ancora al livello delle due squadre di LA.

Los Angeles Clippers: Dopo la bruttissima eliminazione contro i sopracitati Nuggets a gara 7 i Clips ripartono dal nuovo/vecchio coach Lue e dalle importanti rifirme di George e Morris. Kawhi Leonard è in scadenza a fine anno e serviranno dei risultati molto migliori dello scorso anno per trattenere il prodotto da San Diego State. Le novità a roster sono poche e si riducono principalmente all’arrivo di Kennard in sostituzione di Shamet che può portare più talento e ball handling oltre che una garanzia al tiro perimetrale.

Los Angeles Lakers: I campioni in carica dei Lakers si rinforzano con gli arrivi di Harrell e Schröder e si confermano come la squadra da battere in questa stagione. I rinnovi di LeBron e Davis fanno capire come il progetto dei lacustri sia lungimirante e con ottime prospettive future. Si parte da assoluti favoriti per questa stagione, ma si sa che nel magico mondo NBA tutto può succedere e tutto può cambiare in un secondo, specie in una stagione piena di incognite dovute alla situazione pandemica mondiale.

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Basket, NBA: Rivoluzione a Minnesota

Giorgio Bombonato

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Riesce finalmente a far parlare di se la franchigia meno chiacchierata della NBA: i Minnesota Timberwolves adoperano il primo cambio in panchina della stagione, esonerato Ryan Saunders arriva in panchina coach Finch.

Nella sua esperienza con i lupi l’ex coach non è riuscito a risollevare la squadra sia dal punto di vista tecnico che emotivo; i risultati non sono stati all’altezza e la sconfitta con i New York Knicks di questa notte è stata fatale.

Gli infortuni sono sicuramente stati il motivo principale dell’ultimo posto ad ovest maturati in questa stagione anche se il suo operato non è stato all’altezza del roster pieno di talento messogli a disposizione dalla dirigenza.

I risultati in questa stagione diventano ora la cosa meno importante messi in secondo piano dallo sviluppo dei giovani e dell’intesa tra Towns e Russell.

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Come è iniziata l’avventura in G-League di Mannion?

Giorgio Bombonato

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Come forse non tutti sanno, il rookie nostrano Nico Mannion, è stato aggregato dai Golden State Warriors ai Santa Cruz Warriors,la loro squadra affiliata nella G-League ossia la lega di sviluppo della NBA.

Nella sua prima uscita il prodotto da Arizona ha dato sfoggio delle sue qualità, ma anche messo in mostra tutti i suoi enormi ( e giustificati) difetti in alcuni settori del gioco; dal punto di vista del playmaking il ragazzo è molto ordinato e sa sempre cosa fare dal palleggio per mettere in ritmo i compagni e, unendo questo alla sue doti fisiche e atletiche di alto livello, questo lo rende già un giocatore di rotazione NBA; la sua pecca più grande rimane l’affidabilità al tiro e comunque lo scoring in generale.

La cosa positiva che questa è la parte più facile da migliorare per un giocatore perché per diventare un tiratore affidabile la cosa più importante rimane il lavoro individuale quindi sta alla sua voglia di crescere il futuro che avrà nel mondo del basket.

Lascio il link della schiacciata di questa notte per patriottismo anche se fortunatamente non è per questo che Nico è considerato dagli Warriors un giocatore dall’alto potenziale.

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Coppa Italia, Pesaro raggiunge la finale guidata ancora da Justin Robinson

Sergio Bertazzi

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Brindisi e Pesaro per bissare i successi ottenuti contro Trieste e Sassari e andare in finale: ecco la cronaca testuale live per seguire la partita.

E’ Pesaro a bissare il successo ottenuto ai quarti e ad andare in finale. Gli uomini di coach Repesa controllano la partita dall’inizio alla fine, trovando più ritmo degli avversari e tirando meglio da 3 punti (40%). Brindisi prova, trascinata da un Thompson da 19 e 7 assist, a riaprire il match: nell’ultima parte del secondo tempo i ragazzi di Vitucci prendono l’inerzia. Pesaro segna pochissimo, Thompson, Perkins e Visconti guidano la rimonta. Rimonta che però non riesce: a 15 secondi dalla fine Brindisi è a -1 e Visconti può vincere la partita. Perde però palla in mezzo all’area e un 4/4 ai liberi di Delfino chiude la partita. La finale sarà Milano-Pesaro: bravi i marchigiani a recuperare le energie dopo la partita con Sassari di ieri e a rimanere davanti. MVP Justin Robinson con 23 punti.

La cronaca Live

L’avvio della partita è con il freno tirato per entrambe le squadre, che non sembrano ancora essere entrate in questa partita. Tanti rimbalzi per Pesaro, tante perse per Brindisi: poco altro da segnalare, si procede punto a punto fino alla tripla di Zanotti per il 10-15 Pesaro. Il canestro di Gaspardo decreta il punteggio di 12-15 dopo i primi 10 minuti.

Il secondo quarto si apre con il tentativo di fuga dei marchigiani sul 13-21: Brindisi fatica in attacco e le perse sono già 9. Al 14′ Pesaro allunga sul +7 con l’ottavo punto di Zanotti: la difesa marchigiana continua a fare bene ma Udom pesca dal cilindro un canestro incredibile per il -4. Justin Robinson segna due canestri di fila per il +9, Brindisi torna a -6, ma Filloy segna ancora da 3 per il 22-31. La partita si accende: canestro ancora di Justin Robinson per 27-36 al 18′, poi sempre l’americano da 3 punti per il 27-39. I pugliesi si innervosiscono e non riescono a recuperare punti: l’1/2 di Thompson dalla lunetta fissa il punteggio sul 28-41 in favore della Carpegna Prosciutto.

Il terzo quarto si apre con un recupero di Brindisi e canestro di Perkins (30-41): arrivano due perse per l’entrambe le squadre, a sembrare in difficoltà sembra soprattutto Pesaro. Delfino sblocca la situazione: due triple e 31-47. Brindisi prova a ricucire con i liberi: 33-47 al 24′. Cain giganteggia in area, Tambone segna una tripla: 33-50 e timeout Vitucci. Recupero e canestro di Thompson, tap-in di Perkins: 37-50 al 25′. Pesaro si inceppa: canestro di Perkins e fallo subito. 40-50 al 27′. Brindisi continua a macinare e Visconti segna il 43-50: 10-0 il parziale. Justin Robinson da una parte, Thompson dall’altra: 45-52 al 29′. La terza frazione si chiude qui.

Un 2+1 di Zanelli apre il quarto quarto: 48-52. 2+1 ricambiato dall’altra parte dall’ottimo Zanotti: 10 per lui finora (sbagliato il libero aggiuntivo) e 48-54. 0/2 di Willis, poi gioco da 4 di Justin Robinson: 48-58 al 32′. Quattro punti in fila per Thompson (52-58), persa di Pesaro e 2/2 di Visconti per il 54-58: rimonta quasi completa per Brindisi. Si iscrive alla partita Gerald Robinson con una tripla, a cui risponde Willis: 57-61 al 34′ e finale infuocato in arrivo. Perde palla Zanotti: adesso a gestire male il pallone è Pesaro, con Brindisi che ha preso ritmo e dopo le 9 perse del primo tempo, ne ha accumulate solo 3 in questi 14 minuti di secondo tempo.

Robinson con 2 liberi raggiunge quota 20 segnati: 57-63. E’ il play americano a provare a trascinare Pesaro ora. Thompson da una parte, liberi per Cain dall’altra: 59-65 al 36′. Ancora Justin Robinson! Tripla incredibile: 59-68, 23 punti per lui. Stoppata di Cain, gancio di Filloy e +11: Pesaro sembra aver ripreso l’inerzia. Canestro di Gaspardo per aprire gli ultimi 2 minuti: 62-70 per la Carpegna. Udom da 3 in transizione: -5 a 1.54′ dalla fine. Violazione per Pesaro: -5 e palla in mano Brindisi a 1:29 dal termine. Schiacciata di Perkins per il -1 a 40 secondi dalla fine, su ottimo suggerimento di Gaspardo. Sbaglia Filloy, Visconti ha la palla per vincere ma la perde: 2 liberi per Pesaro, sul 69-70 a 4 secondi dalla fine. Il fallo è addirittura antisportivo: 2/2 di Delfino, +3 e palla in mano per i marchigiani a 4 secondi dalla fine. 2/2 di Delfino, finisce 69-74.

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